Mitologia Nordica

Asi e Vani tra magia e antichi culti arborei

di Andrea Romanazzi

La religione nordica pagana e’ un groviglio intricato di credenze , miti e rituali e  non e’ sempre facile districarsi nei loro meandri . In Scandinavia , come in molte parti dell’Europa le prime forme religiose erano fortemente legate alla natura e ai suoi cicli. Possiamo dire che verso il II  millennio a.C. la religione , oltre alla societa’ stessa , era di tipo Matriarcale, con riti legati alla fertilita’ e ai raccolti. Fondamentale importanza ha il culto della Grande Madre, delle vergini feconde i cui santuari eran le foreste e le fonti. Le prime divinita’ nordiche eran i  Vani. Etimologicamente il nome deriva dalla radice VEN o VINR che significano “desiderare” o “amore”. Queste divinita’ benefiche e appunto legate alla terra e ai riti di fertilita’ vivevano nel VANAHEIMR , il ““paese dei Vani””, creando una societa’ chiusa verso l’ esterno e nella quale si praticava l’’incesto. Divinita’’ principali del pantheon dei Vani sono Freya e Freyr.

La prima e’ la principale divinita’ femminile, signora della magia e dea dell’amore , della fecondita’ e della lussuria.

Sicuramente Freya e’ il retaggio di culti ben piu’ antichi legati appunto alla terra e ai boschi. Ad essa sono associati animali come la capra e il cinghiale , animali dominatori delle foreste e dunque simbolo delle divinita’ arboree e naturali come , successivamente , Osiride e Dioniso.

Il perche’ della raffigurazione di capra ci fa capir meglio il legame tra tali divinita’ e la natura, infatti le capre errano nei boschi rosicchiando le cortecce degli alberi che cosi’ danneggiano notevolmente. Ebbene solo il dio della vegetazione si nutre della pianta da esso stesso  personificata , cosi’ quando la divinita’ non e’ piu’ immanente essa si concepisce come padrona di se stessa.

Freya e’ associata anche al gatto , animale gia’ sacro in Egitto , secondo diversi miti era proprio una coppia di gatti a trainare il carro sul quale viaggiava la dea   alla ricerca spasmodica di Odhr , suo marito , spargendo sulla terra lacrime d’oro. Il mito richiama fortemente riti di fertilita’ legati appunto alla lacrima della dea che rende fertile i campi , ma ricorderebbe  anche una ricerca di un unico culto primordiale  separato in uno maschile e uno femminile complementari tra loro.

Altra divinita’ di notevole importanza tra i vani e’ Freyr , dispensatore di ricchezza e abbondanza. E’ il dio delle fecondita’ , adorato soprattutto in Svezia e rappresentato da statue itifalliche che venivano sepolte nei campi arati.

Con l’arrivo delle popolazioni indioeuropee , societa’ fortemente patriarcali , la religione nordica muta profondamente. Lo “scontro” tra 2 modi completamente diversi di pensare e’ tutto rappresentato nella mitologica guerra tra Vani e Asi , le nuove divinita’ importate di stampo indioeuropeo. La vittoria fu degli Asi , che pero’ non annullarono completamente le divinita’ dei Vani assorbendone anche diverse caratteristiche. Ecco cosi’ che molti aspetti di Freya li ritroviamo in Frigg, sposa di Odino e dea della fertilita’ a da cui proviene il giorno della settimana Friday.

Gli Asi dimoravano nella leggendaria Asgaard, letteralmente il “recinto degli asi” , una gigantesca fortezza creata da Odino stesso , centro dell’universo e protetta dalle sopracciglia di Ymir , gigante dal quale , poi, furono create tutte le cose del creato.

Asgaard e’ il luogo ove gli dei costruirono le prime fornaci e e forgiarono utensili come l’incudine e il martello. Questo particolare e’ molto importante proprio per capire il passaggio da una cultura naturalistica ad una piu’ legata alla caccia e all’uso dei metalli. Tra le divinita’ principali degli Asi ritroviamo , per alcuni importanti aspetti Odino e Tyr.

Per quanto riguarda Tyr questa e’ la piu’ antica divinita’ tra gli Asi, figlio del gigante Hymir , al quale sottrasse il magico calderone nel quale, poi, fu creata dagli dei la birra.

La coppa , profonda 1 miglio , ricorderebbe da vicino i calderoni presenti in molti  miti celtici, come la stessa coppa di Dagda .E’ considerato il Dio della guerra e l’unico che puo’ avvicinarsi al lupo Fenrir, principale personaggio del Ragnarok.

Secondo le profezie  infatti il Ragnarok, l’apocalisse nordica , sara’ scatenata dalla morte di Balder, il piu’ luminoso figlio di Odino, la cui morte avverra’ per mano dell’ignaro fratello cieco Hod ,  avvenimento  che scatenera’ l’attacco delle forze del male . Secondo le tradizioni gli abitanti del Walhalla gli eroici combattenti morti in battaglia, risorgeranno e si uniranno agli dei per la gran  battaglia guidati da Thor. Essi si dirigeranno sulla piana del Ragnarok e affronteranno le creature dell’oscurita’.

Torniamo a Tyr ,  secondo le leggende il dio, per incatenare definitivamente il malvagio lupo lo sfido’ a rompere un laccio sacro e indistruttibile. Fenrir  fiuto’ l’inganno e disse di accettare solo se qualcuno avesse posto la  mano tra le sue fauci. Ovviamente , come previsto , il lupo non riusci’ a rompere il magico laccio , ma Tyr perse l’arto.

Questo particolare ci permette di legare fortemente  il dio a quei riti di smembramento , gia’ incontrati in altre civilta’ e religioni legate a culti arborei , come nel caso di Dioniso e Osiride divinita’ che ,  appunto muoiono e subiscono smembramento per poter assicurare intatto l’ordine cosmico.

Lo smembramento e la seguente dispersione nei campi delle “parti” non e’ altro che un rituale di fertilita’ : la morte stessa genera rinascita nella natura. Nel caso di Dioniso , per esempio, il dio subisce lo smembramento ad opera dei Titani, mentre ancora Osiride viene smembrato dal malvagio fratello Seth. Le divinita’ cosi’ , con la loro morte e resurrezione ricorderebbero i cicli naturali di morte e rinascita.

Aspetti simili a Tyr li troviamo in Odino. Il dio ha la caratteristica di parlare sempre in versi , le sue parole hanno carattere magico , del resto  egli governa le rune , il mitico alfabeto sacro.

Anticamente le rune erano usate dai popoli nordici sia come linguaggio sia come metodo di divinazione, ma anche come strumento magico per scagliare maledizioni o per guarire malattie. I miti nordici narrano che Odino, padre degli dei  ,trascorse 9 giorni e 9 notti appeso all’albero della vita a testa in giu’ con il costato trafitto da una lancia .Nell’estasi vide le rune e la raccolse per poi donarle agli uomini per poter comunicare con gli dei. Ma per questo dono agli uomini  dovette sacrificare il suo occhio, che rimase  per molto tempo  vincono le radici di Yggdrasil, il frassino cosmico le cui radici si estendono per tutto l’universo, fino a quando non fu recuperato e donato agli uomini da Mimir.

Moltissimi, poi, sono i nomi con i quali viene definito Odino, spesso questi servivano anche a celare la sua reale identita’, nascondendo, dietro il nome, enormi poteri.

Questa idea la ritroviamo anche in Egitto, il dio trascendente e’ chiamato come  “colui di cui nn si conosce il nome” ed e’ Iside, che con l’inganno ,  riesce a conoscere il vero nome acquistando cosi’ enormi poteri come quello di poter resuscitare i morti. Nelle antiche culture , infatti la conoscenza del nome della divinita’ permetteva di acquistarne i poteri. Nella stessa religione cristiana si dice :

” non pronunciare il nome di dio invano”

La parola racchiude in se stessa la “vibrazione” , e particolari parole generano potentissime vibrazioni. In Egitto, per esempio vi e’ la tradizione delle “parole di Potenza” , o ancora basti pensare al kiai , il grido di battaglia dei samurai giapponesi o ancora all’energia dell’ Ohm delle filosofie indiane.

Le stesse formule magiche medievali si baserebbero sull’energia della vibrazione rendendo importante non quello che si dice nella formula , ma la vibrazione che esso genera.

Tornando ad Odino la divinita’ viene  chiamata Fjolnir , il multiforme , Gondlir  l’esperto in magia , e ancora Horbordhr o Jalkr , l’evirato , che si riferirebbe all’abitudine di travestirsi da donna e all’uso della magia che era prerogativa delle donne.

Anche questo soprannome lo ritroviamo in diverse divinita’ arboree , come lo stesso Dioniso , infatti il dio , per nascondersi dalle ire di hera, fu affidato agli zii Ino e Atamante che pensarono bene di travestirlo da bambina .

Ancora  legato alle caratteristiche arboree e ai riti di smembramento Odino viene definito Bileygr , il monocolo , dato che baratto’ un suo occhio in cambio di un sorso d’acqua nelle sorgenti di Mimir , il dio della memoria , che permetteva ad odino di vedere oltre le apparenze. Il ricordo del dio e’ presente ancora ai giorni nostri , basta ricordare come , nella settimana inglese il mercoledi’ , wednesday e’ proprio dedicato ad un altro nome di Odino, chiamato , appunto , anche Wotan.