Nostradamus: la profezia della cometa

Una ipotesi alternativa

di Natale Lanza per Acam.it

L’opera di Nostradamus è un enorme trattato in codice, all’interno del quale è nascosto un messaggio al cui contenuto è stato fatto cenno in un altro articolo: Codice Nostradamus: intervista a Natale Lanza

Proviamo, adesso, a farci un’idea della struttura di questo misterioso codice, cercato per quasi 500 anni.

La questione è piuttosto complessa, dal momento che ogni spiegazione richiede la conoscenza di una serie di presupposti e di effetti, legati a catena. Infatti, non abbiamo a che fare con un solo tipo di codice, ma con un insieme di tecniche complementari tra di loro; esattamente come un mazzo di chiavi destinate ad aprire più serrature di una stessa porta. E’ anche un po’ come quei disegni enigmistici incomprensibili, dei quali bisogna annerire alcune parti. Ogni parte è legata alle altre, ma gli esatti contorni del disegno vengono fuori solo quando tutte le parti sono state individuate e colorate.

Per affrontare correttamente il rebus della codifica, la prima cosa da sapere è che Nostradamus ha distribuito le sue chiavi in tre[1] edizioni delle centurie, lievemente diverse l’una dall’altra. Così facendo, ha generato l’esigenza, per l’interprete che avesse capito il “trucco”, di individuarle e di trovarne le differenze. Perciò, per ognuna, ha dato le sue indicazioni.

Una di queste edizioni è stata stampata a Lione, nel 1557, dall’editore Antoine du Rosne.

Per contrassegnarla come pubblicazione originale, Nostradamus ha escogitato l’enigma della cometa, intorno al quale sono state elaborate infinite interpretazioni, tutte più o meno convergenti sulla erronea “previsione” di un grave cataclisma.

Le quartine interessate sono la VI,6, la II,96 e la II,43 (la cifra ordinale indica la centuria e la cifra cardinale la quartina). I primi versi di ciascuna sono riportati di seguito:

Apparoistra vers le Septentrion,

Non loing de Cancer l’estoille chevelue:

Apparirà verso il settentrione,

Non lontano dal Cancro la stella cometa:

***

 Flambeau ardent au ciel soir sera veu,

Prés de la fin & principe du Rosne:

Fuoco ardente in cielo di sera sarà visto

Presso la fine e il principio del Rodano:

***

 Durant l’estoille chevelue apparente,

Les trois grans princes seront fait ennemis;

Durante l’apparizione della stella cometa,

I tre grandi principi diventeranno nemici,

Cometa
Copertina Edizione “Du Rosne” Nostradamus

Vi invito a dare un’occhiata alla vignetta che appare nella copertina della citata edizione “Du Rosne” delle centurie:

Nell’area in alto a destra, da me contrassegnata con una freccia rossa, è rappresentata una cometa che si avvicina al quarto di luna; nell’angolo superiore destro è disegnato un sole notturno, in compagnia di luna e stelle.

 

– Apparirà verso il settentrione (a nord = in alto nel disegno): VI, 6 – primo verso

 

– Non lontano dal [C]ancro (la “C” del quarto di luna) la stella cometa: VI, 6 – secondo verso[2]

 

– Fuoco ardente in cielo di sera sarà visto (il sole notturno, sulla destra della cometa): II,96 – primo verso.

Ingannati dall’indicazione di un’apparizione serale, gi interpreti hanno sempre ritenuto che questo “fuoco ardente” fosse la cometa, non potendo sospettare che Nostradamus stesse parlando del sole.

– Presso la fine e il principio “du Rosne: II,96 – secondo verso.

E’ una esplicita indicazione della edizione “du Rosne” (e non del fiume Rodano, come si è sempre creduto). “La fine e il principio” sono le coordinate del sole, che individuano la sua posizione all’interno della vignetta: “alla fine” in orizzontale, “all’inizio” in verticale. Da notare la finezza racchiusa nell’espressione “fine e principio”, che focalizza la posizione del sole meglio della più orecchiabile formulazione “principio e fine”.

– Durante l’apparizione della stella cometa (la vignetta della cometa sulla copertina dell’edizione Du Rosne): II,43 – primo verso

– I tre grandi princes (abitualmente tradotto come “principi”) diventeranno nemici: II,43 – secondo verso
Riferimento agli apparenti contrasti, a causa delle differenze, tra le tre edizioni delle centurie: la già citata Du Rosne e le altre due, pubblicate rispettivamente dai tipografi Pierre Rigaud e Benoist Rigaud, per le quali sono stati escogitati degli enigmi specifici. Faccio notare che “princeps” era un grado militare dei centurioni romani, ufficiali che comandavano le “centurie”. Più chiaro di così!

Adesso dovrebbe apparire assai più comprensibile il vero significato di quella che, per secoli, è stata erroneamente chiamata “la profezia della cometa”. Soprattutto, dovrebbe apparire evidente che uno dei presupposti per una corretta lettura delle quartine è la rinuncia a ogni forma di traduzione. Se avessimo attribuito a “Rosne” il significato di “Rodano” e a “princes” quello di “principi”, come è sempre stato fatto, saremmo finiti irrimediabilmente fuori strada.

 

Infine, questa dimostrazione dovrebbe insegnarci a non fidarci di quelle che, a prima vista, sembrano indiscutibili profezie.

Natale Lanza

http://codicenostradamus.blogspot.it/

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Note

[1] In effetti ne esiste una quarta, con una funzione speciale, diversa da quella delle altre.

[2] Qui Nostradamus fa ricorso alla tecnica cabalistica del Notarikon (utilizzo dell’iniziale di una parola); è una delle chiavi di decifrazione adottate, unitamente alla Gematriah (sostituzione di numeri con lettere e viceversa) e alla Temurah (anagrammi).