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I buoni propositi del colonnello Gheddafi

Il leader libico Gheddafi non finisce mai di stupire: annusata l’aria infida che stava avvolgendolo dopo lo smantellamento del regime irakeno, anticipando tutti e tutto, se ne è uscito con l’unilaterale impegno a rinunciare alla fabbricazione di armi di distruzione di massa per dedicarsi esclusivamente al progresso e economico e sociale del suo popolo. Le dichiarazioni del colonnello libico sono state accolte con soddisfazione da parte di Blair e Bush, anche se il presidente americano non ha mancato di rimarcare come l’esempio irakeno sia stato un buon viatico per indurre il bellicoso dittatore ad adottare quella decisione. Tanto ciò è vero che il leader libico in un’esclusiva intervista concessa alla CNN il 22 dicembre ha riconosciuto che effettivamente “la guerra in Iraq può aver giocato un ruolo importante nel farlo decidere di smantellare nel suo paese il programma di fabbricazione di armi di sterminio di massa”. Ma non tutti gli osservatori internazionali manifestano incondizionato entusiasmo per quelle dichiarazioni. Alex Standish, editore del Jane’s Intelligence Digest, ha affermato senza tante remore: “Penso che vi sia un gran numero di persone nel mondo arabo o islamico che in questo momento stanno all’erta per vedere e sentire quanto il colonnello sta realmente preparando”.

Da parte di altri osservatori, invece, si ipotizza che la mossa di Gheddafi sia dovuta al suo stato di salute: secondo un rapporto della International Strategic Studies Association, il leader libico sarebbe affetto da un tumore alla gola, diagnosticatogli lo scorso anno al Cairo, che gli lascerebbe ancora pochi mesi di vita. Da qui la necessità di accelerare i tempi per assicurare la successione al figlio Saif al-Islam, non molto ben visto dai vertici militari libici e per questo bisognoso di un sostegno internazionale.

Non so in questo momento se effettivamente sia vera la grave malattia del leader libico, ma quel che leggo nelle quartine di Nostradamus è che ben presto la Libia abbandonerà la via della pace, per imboccare nuovamente quella della guerra:

Quartina V, 14

Saturno e Marte saranno in Leone dal 4 giugno al 22 luglio del 2006 ed è in questo periodo che quanto descritto nella quartina dovrebbe accadere: entrata della Libia in un conflitto scatenato dagli islamici contro un Occidente privo di energia per mancanza di petrolio, occupazione della Spagna e fine della Chiesa Romana, distrutta dall’Islam (il gallo nel Corano è l’animale più venerato, perché con il suo canto annuncia il giorno e chiama i fedeli alla preghiera). Ciò, del resto, è confermato anche da quanto Nostradamus scrive nella lettera ad Enrico, dove ai passi CXVI e LXXXIII, descrive come, anche a distanza di vent’anni da oggi, in alcune contrade della Spagna vi sarà “la commistione della lingua latina con quella araba a causa dei libici”.   

Se vera la malattia del colonnello Gheddafi, allora è da prevedere che il di lui figlio, nonostante gli sforzi paterni, sarà destinato a un futuro guerriero, e personalmente ritengo più probabile tale eventualità, perché l’attuale leader libico, anche perché ammaestrato da precedenti traumatiche esperienze fin dall’epoca di Reagan, pare per una volta avere sincere intenzioni.

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