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Le Elezioni del 13 aprile
Di Luciano Sampietro
Quando a suo tempo mi ero occupato delle elezioni del 9 aprile 2006, avevo paventato il rischio di un attentato a Roma, analogo, per intenderci, a quello avvenuto in Spagna nel 2004, alla vigilia delle elezioni politiche, quando a Madrid perirono oltre trecento persone per una serie di esplosioni che ebbero come epicentro la stazione ferroviaria di Atocha.
Mi riferisco in particolare alla quartina V, 46:
Dai cappelli rossi querele e scismi
nuovi, quando il Sabino eleggeranno,
si faranno contro lui gran sofismi
E Roma gli orientali feriranno.
Con l’appellativo “Sabino”, come già ho avuto modo di osservare, il Veggente indica l’attuale pontefice che porta il nome di San Benedetto, che proprio in Sabina operò per tutto il corso della sua vita, fondandovi numerosi monasteri.
Si sa ancora che l’elezione di Ratzinger comportò non pochi risentimenti e polemiche tra i cardinali italiani, alcuni dei quali avevano nutrito fondata speranza di ascendere al soglio pontificio.
E’ anche vero che spesso i discorsi di Ratzinger sono stati volutamente fraintesi, come quello di Ratisbona, con una ben orchestrata campagna denigratoria, proveniente non solo dall’Islam.
Anche da parte di Al- Quaeda sono state in questi giorni proferite minacce nei confronti del Pontefice e certamente la conversione del noto giornalista Magdi Allam, battezzato, comunicato e cresimato personalmente da Benedetto XVI nella solenne cerimonia pasquale non ha contribuito a stemperare il clima di animosa diffidenza che il mondo islamico nutre nei confronti del Papa.
L’ultimo verso, purtroppo, non lascia adito a dubbi: Roma sotto l’attuale Pontefice subirà un attentato da parte degli orientali, che, a questo punto non possono che identificarsi con i terroristi islamici.
In connessione con la quartina V, 46 pare essere la sestina 42, il cui testo francese così suona:
Sestina 42
La grand Cité où est le premier homme,
Bien amplement la ville je vous nomme,
Tout en alarme, & le soldat és champs
Par fer & eaue, grandement affligee,
Et à la fin, des François soulagee,
Mais ce sera des six cens dix ans.
La gran città del primo verso è sicuramente Roma, dato che il suo nome esce unendo la “r” finale di premier con homme, così ottenendosi la parola “rhomme”, che suona in francese allo stesso modo di “Rome”. Tanto ciò è vero che nel secondo verso il Veggente avverte di aver ben esplicitato il nome della città. L’ultimo verso chiarisce che l’evento narrato dovrebbe avvenire dopo il 610, data criptica che nasconde l’anno 2002, secondo la soluzione enigmistica da me prospettata nel mio libro. C’è da rimarcare poi la singolarità del quinto verso, dove il nome Francesco (François) è preceduto dall’articolo plurale des. Nel mio libro avevo sbrigativamente tradotto François con Francesi, ma la traduzione e con essa il senso della frase non appaiono corretti, atteso che, se errore vi è, vuol dire che il significato è un altro.
Una diversa soluzione del verso potrebbe essere allora data considerando che il 2 aprile si celebra nel calendario cristiano San Francesco da Paola, che visse per oltre 25 anni in Francia e precisamente a Tours, dove morì il 2 aprile del 1507. Si potrebbe allora dedurre che des François possa significare de S.(aint) François, cioè di San Francesco e va ancora detto che mai il nome François appare più appropriato, ove si consideri la sostanziale doppia nazionalità del santo.
A questo punto la
sestina potrebbe essere così tradotta:
La grande città dov’è il primo uomo,
bene e ampiamente quel luogo vi nomo,
in campo i soldati e tutta in affanno,
con ferro e con acqua assai vessata,
alla fin di S. Francesco aiutata:
ma sarà dopo il seicentodecimo anno.
Se questa soluzione è corretta, allora si deve temere che il giorno 2 aprile o nei giorni immediatamente successivi (dopo la fine di Francesco) Roma subisca un attentato proprio in concomitanza con le elezioni politiche, fatto questo che, come in Spagna, potrebbe sovvertire ogni previsione oggi formulata a tavolino, sulla base del consenso o del dissenso degli italiani nei confronti di questo o quello schieramento politico.
Il mio timore è grandemente accresciuto da un altro possibile evento di poco successivo e del quale scriverò quanto prima, che andrebbe a confermare quanto qui ipotizzo.
Con il sincero augurio di essermi (ancora una volta) sbagliato.
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