Omaggio a Giovanni Paolo II

di Luciano Sampietro

In prima pagina del quotidiano di Sarajevo “Oslobodjenje” del 24 giugno viene riportata la notizia che il movimento degli estremisti serbi “Ravna Gora” aveva pianificato di uccidere il Papa o durante il suo viaggio in Croazia (5-9 giugno) o durante la sua visita a Banjaluka il successivo 23. Secondo il predetto quotidiano il piano terroristico era noto sia ai servizi bosniaci sia a quelli occidentali da almeno tre mesi. In Croazia l’attentato doveva essere opera di un mercenario assoldato in Slovenia. A Banjaluka avrebbero dovuto operare autonomamente più gruppi terroristici, ciascuno dei quali sarebbe entrato in azione ove si fosse presentata l’occasione.

Lo stesso capo della polizia bosniaca ha confermato che i suoi uomini avevano seguito per oltre due mesi duecento persone sospette, una decina delle quali erano risultate appunto appartenenti al movimento estremista serbo Ravna Gora. Fortunatamente, il giorno prima dell’arrivo del Papa a Banjaluka, la polizia bosniaca aveva fatto irruzione in varie abitazioni, fermando il presidente e il vicepresidente del movimento e sequestrando un gran numero di armi.

I timori espressi in tre articoli circa i rischi dei due viaggi papali erano dunque più che fondati e sia Fiume che Banjaluka sarebbero potute diventare la città dei due fiumi nel giorno della fioritura della rosa.

Sulla possibilità per gli uomini di evitare il verificarsi di una profezia i pareri sono discordi e lo stesso Nostradamus certamente non aiuta a risolvere il dubbio, limitandosi ad osservare che il passato, il presente e il futuro non esistono in realtà, ma che il tempo è tutto compreso in un unico concetto, quello di eternità, il che potrebbe anche far pensare a un’infinita serie di mondi paralleli, diversi l’uno dall’altro in considerazione del verificarsi di un accadimento piuttosto che di un altro.

In ogni caso, non ci si può che rallegrare per lo scampato pericolo del Pontefice, che, ancora una volta, ha dato prova di enorme coraggio: è infatti impensabile che Giovanni Paolo II non fosse stato reso attento di quanto si andava tramando, eppure egli, incurante del rischio mortale, non ha avuto tentennamenti nel compiere comunque la sua missione pastorale, dimostrando di valere quanto e più di quei vescovi polacchi che vestiti di pesanti armature e con lo spadone combattevano per la loro fede.

Al risoluto coraggio di Giovanni Paolo II, ritengo che Nostradamus dedichi una quartina che  rende perfettamente l’uomo:

 V, 75

  • Alto salirà sul bene più a destra,
  • Starà assiso sulla pietra squadrata,
  • A mezzodì poggiato alla sinistra,
  • Bastone torto in man, bocca serrata.

Per poter comprendere il significato dei versi bisogna far riferimento all’araldica, in quanto Nostradamus usa i termini dextre e senestre che sono propri esclusivamente di essa.

Lo scudo del Regno di Polonia era suddiviso in quattro settori: in alto a destra vi era l’aquila e in basso a sinistra un armigero a cavallo che impugna la croce.

Quindi Giovanni Paolo II, come un’aquila, spiccherà l’alto volo giungendo a vette straordinarie di comprensione mistica; ma non disdegnerà nemmeno di affrontare con forza e vigore i problemi della sua Chiesa, come un crociato, incurante dei pericoli e dei nemici. E sul grande sagrato di San Pietro starà in piedi fermo e risoluto, appoggiandosi al suo pastorale di primo Vescovo: immagine dai noi vista molte volte, anche di recente; incredibile contrasto tra malfermo aspetto fisico e incrollabile ed energica forza d’animo.