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OOPARTS - Out Of Place Artifacts

Parte II

...L' oggetto era costituito da un vaso di terraglia in cui era cementato un cilindro di metallo alto circa 10 cm. Il cilindro era fatto di una lamina di rame saldato con una lega di 60% di stagno. Sul fondo del cilindro era fissato un disco di rame, isolato con asfalto. La parte superiore era chiusa da un tappo, da cui sporgeva un tondino di ferro. Il fatto che quest'ultimo fosse stato eroso ("in modo da poterlo usare come elettrodo") fece balenare a Konig l'idea di trovarsi di fronte a qualcosa che ricordava fin troppo una pila a batteria chimica atta a produrre elettricità. Nel 1940 l'ingegnere americano Willard F.M. Gray, costruì nel 1940 un modello funzionante di questa pila. Lo riempì di solfato di rame come elettrolito e scoprì che esso produceva effettivamente corrente elettrica. Nell'antichità, come elettrolito, avrebbe potuto essere usato acido acetico o citrico. L'oggetto non era unico, ma in regioni confinanti, erano stati rinvenuti oggetti simili catalogati come "oggetti di culto".

Che l'elettricità fosse studiata già in epoche antiche non deve stupire, data la mole di reperti letterari che documentano di Sacerdoti in grado di creare e controllare fulmini.

Su un rilievo su una parete del tempio di Hator a Dendera, in Egitto, antico di migliaia d'anni, mostra quelli che un tempo erano definiti oggetti rituali; mentre, visti da un occhio moderno, assomigliano molto a potenti lampade elettriche, con cavi a treccia attaccati a quel che sembra un interruttore o un generatore. In diverse aree dell'Egitto e dell'antico Medio Oriente, sono state trovate prove di conoscenza dell'elettricità, insieme a indicazioni del suo impiego nella galvanostegia e forse anche per l'illuminazione.

Continuamente vengono alla luce reperti strabilianti che stravolgono le nostre conoscenze e stuzzicano la nostra attenzione. Molti altri sono nei musei e nei magazzini, catalogati come oggetti di culto e altro ancora.

La scienza si interroga...

 

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