Poltergeist Spirito Burlone

Compaiono all’improvviso, procurano scompiglio, fanno rumore e talvolta parlano con voci in genere menzognere. Rompono oggetti, spostano mobili, lanciano pietre. Hanno seguito l’uomo per tutta la sua esistenza.

Uno dei primi casi dei quali ci sia pervenuto un resoconto scritto risale a circa mille anni fa e riguarda eventi avvenuti in una fattoria sul Reno, presso Bingen. Mani invisibili gettavano pietre, le mura tremavano, si accendevano fuochi misteriosi, mentre una voce tonante, uscita dal buio, accusava il fattore di aver violentato la figlia di uno dei suoi contadini. Ovunque l’uomo si recasse lo “spirito fastidioso” (=Poltergeist), lo seguiva. Finì evitato da tutti. La cronaca medievale che racconta questi eventi li fa risalire al nono secolo. E’ caratteristica dei Poltergeist quella di “attaccarsi” ad una singola persona. Nel 1925 a Copenaghen, il famoso “cacciatore di spettri” inglese Harry Price incontrò un giovanotto chiamato Iltyd Nicholl. Questi gli raccontò che da anni era vittima di ripetuti “bombardamenti aerei” mediante oggetti diversi che si materializzavano all’improvviso dal nulla e lo colpivano. Proprio mentre parlav, Nicholl venne colpito a un piede da uno spillo da balia; Price lo raccolse da terra e lo trovò caldo. Il giovane gli raccontò anche che una volta, mentre si trovava su un autobus, improvvisamente si trovò a stringere un grosso bollitore pieno di caffè fumante, ed un’altra volta gli si materializzò in grembo una cappelliera con dentro un cappellino femminile.

Nel 1926 andò a Vienna richiamato dalla vicenda di Eleonore Zugun, una contadinella rumena di 13 anni. Sul suo volto, le mani ed il corpo apparivano segni di morsi, graffi e ferite che a suo dire le venivano inflitti da uno spirito malvagio invisibile. La sua famiglia, terrorizzata, dapprima la mandò in un monastero; poi, quando i fenomeni si riseppero, la portò a Vienna. ospite di un gruppo di studiosi. In Austria la persecuzione continuò. Nell’appartamento di Eleonore si udivano misteriosi raspamenti dietro i muri e si verificavano incomprensibili spostamenti di oggetti. Sotto gli ochhi di Price, un tagliacarte d’acciaio lungo una ventina di cm attraversò la stanza andando a piantarsi al centro di una porta. Due minuti dopo Eleonore lanciò un urlo e Price vide il segno di un morso sul suo braccio.

La rottura di piatti, tazze e bicchieri è comune nei casi di poltergeist. Altro fenomeno pressoché costante è la caduta di pietre. Un caso tipico avvenuto a Tucson, in Arizona, nel 1983, è stato studiato da D Scott Rogo. La famiglia vittima dei fenomeni era composta da padre, madre e tre figli dai 15 ai 20 anni. Da dieci settimane cadevano intorno alla loro casa pietre di ogni dimensione; i lanci cominciavano nel pomeriggio inoltrato e continuavano per due o tre ore. Alcune delle pietre cadevano sul tetto, ma la maggior parte colpiva la facciata della casa o le macchine parcheggiate davanti. La famiglia era convinta che a gettare i sassi fosse un teppista nascosto all’intorno, ma per quanto gli avessero dato la caccia, non erano mai riusciti a coglierlo sul fatto. Una pattuglia di poliziotti, chiamata ad investigare, ugualmente non trovò nulla, ma ebbe la macchina ammaccata dalle sassate.I membri della famiglia, quando lanciavano un grido di sfida al teppista presunto, venivano subito ripagati da una vera granugnola di pietre. Una volta una troupe televisiva locale venne a fare delle riprese, e fu accolta da una pioggia di sassi, particolarmente concentrata sulla macchina dello sceriffo che aveva accompagnato i cameramen.

Il fenomeno cessò all’improvviso, così come era cominciato. L’unico dato che gli investigatori riuscirono a cogliere, fu che il lancio dei sassi verso la casa avveniva in particolare quando tutta la famiglia era all’interno, e non c’era quasi alcuna attività quando la casa era vuota.

(tratto da “I Misteri”)