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Paleoantropologia
NON
SIAMO PARENTI DEI NEANDERTHALIANI
da Boiler.it
Mentre si cerca l'anello
mancante che congiungerebbe l'uomo ai primati, un altro anello si
spezza. E' l'errata convinzione che noi fossimo parenti dell'Uomo
di Neanderthal! |
UNA RICERCA CONDOTTA da genetisti italiani
dell'Università di Ferrara
conferma che non siamo parenti dei neanderthaliani. Nel senso che
la nostra specie, Homo sapiens o Cro-Magnon, ha rimpiazzato
24 mila anni fa l'Homo neanderthalensis in Europa senza incrociarsi
con esso. Per alcune migliaia di anni durante il tardo Pleistocene,
attorno a 40 mila anni fa, in Europa i primi uomini moderni hanno vissuto
insieme ai neanderthaliani. E secondo una antica teoria questi uomini
arcaici erano imparentati fra loro, all'interno di un singolo albero
evolutivo e avrebbero contribuito al corredo genetico degli uomini
moderni. Ma già alcuni anni fa i dati sul Dna mitocondriale di resti di
Neanderthal avevano mostrato che fra noi e questi uomini arcaici non
c'erano vincoli di parentela. Un risultato confermato dai dati presentati
in un articolo firmato da ricercatori italiani sull'ultimo numero della
rivista Proceedings of the
National Academy of Science.
«Per la prima volta», spiega Guido
Barbujani, genetista all'Università di Ferrara, e autore dello
studio, «abbiamo condotto un confronto diretto fra le sequenze di Dna
mitocondriale di uomo di Neanderthal con quelle di Cro-Magnon, di 24 mila
anni fa, quindi quasi contemporanei». I dati ribadiscono che non siamo
imparentati con i Neanderthal e contemporaneamente abbattono una delle
obiezioni che erano state poste l'indomani della pubblicazione delle
sequenze dei Neanderthal. Gli studi precedenti infatti avevano confrontato
il Dna mitocondriale di uomini di oggi con quelli di individui vissuti 30
mila anni fa. Era quindi ipotizzabile pensare che le prove genetiche di
una parentela, semmai fossero esistite, avrebbero potuto essere cancellate
dai 25 mila anni successivi.
«Il
Dna mitocondriale che abbiamo studiato deriva dai resti di due Cro-Magnon
risalenti a circa 24 mila anni fa e rinvenuti nell'Italia meridionale nel
sito di Paglicci», continua Barbujani. «Il Dna di questi antichi
sapiens, mostra che sono molto simili a noi, e la variabilità riscontrata
è pienamente compatibile con quella che oggi potremmo trovare fra due
individui. Invece i Neanderthal sono decisamente più lontani. Per dare
un'idea basta dire che su 360 basi azotate dei tratti di Dna analizzato,
ci sono 25-26 differenze fra noi e Neanderthal. Mentre le differenze fra
noi e i Cro-Magnon sono 4-5 su 360, pienamente all'interno della
variabilità genetica fra individui della stessa specie».
Se da una parte l'analisi del Dna antico è sempre complessa ed è
difficile poter escludere con certezza assoluta ogni ipotesi, ci sono
altri elementi che oggi portano a pensare che i Neanderthal non facciano
parte dell'albero evolutivo dell'Homo sapiens. «I tratti anatomici
osservati sui fossili studiati dai paleoantropologi tendono ad escludere
una parentela fra Sapiens e Neanderthal. Inoltre, dal momento che noi
abbiamo analizzato il Dna mitocondriale abbiamo studiato in realtà la
possibile trasmissione dei caratteri ereditaria solo per via femminile.
Per cui qualcuno potrebbe pensare che i Neanderthal e i Sapiens si siano
incrociati attorno a 40 mila anni fa ma solo per via maschile. Questa
ipotesi però è poco probabile, perché quando su un territorio ci sono
due specie, una più evoluta e una più arcaica, in genere sono i maschi
più evoluti a prendersi le femmine dell'altro gruppo, e non viceversa»,
continua Barbujani. «Infine in alcuni siti ci sono prove dell'esistenza
dei Sapiens prima dei Neanderthal: in Palestina, per esempio nel sito di
Qafzeh e di Skuhl, ci sono resti di Sapiens precedenti ai Neanderthal».
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