Il racconto della 1a passeggiAcam

1a passeggiAcam: in Natura fra Archeologia e Misteri

a cura di Enrico Galimberti

foto di Enrico Galimberti
foto di Enrico Galimberti

Si è svolta domenica 21 settembre 2014 nella Riserva Naturale Incisioni Rupestri di Ceto, Cimbergo, Paspardo la “1a passeggiAcam in Natura fra Archeologia e Misteri”.

Enrico Galimberti ha fortemente voluto che questo genere di Evento firmato ACAM si svolgesse qui per due motivi: Enrico è originario della Valle e si appassionò all’archeologia durante campagne di scavo estive nel 1996 e successivi.

Più di trenta persone hanno risposto alla chiamata di luoghi ricchi di fascino, storia, misteri.

Un gruppo subito divenuto famiglia. Persone gentili di diverse età provenienti da Bergamo, Brescia, Milano, Brianza e Verona.

foto di Enrico Galimberti
foto di Enrico Galimberti

Dopo una visita al Museo della Riserva, dove conoscere alcuni aspetti introduttivi della Vallecamonica e delle Incisioni Rupestri, la passeggiata di Acam (passeggiAcam) ha avuto inizio, favorita da un cielo limpido come raramente si è visto nel corso di tutta l’estate.

Un sentiero immerso nella Natura e inebriato dalle essenze e dai profumi del sottobosco umido e fertile di fine estate.

Lungo il tragitto abbiamo sostato accanto ad alcune delle più interessanti rocce istoriate presenti sul luogo e che ben sintetizzano quell’enorme e variegato universo raffigurativo che solo in Vallecamonica è possibile trovare.

Ci si è soffermati su molti elementi storici e curiose suggestioni che affiorano dalla pietra.

Tutti hanno partecipato dando la loro personale visione, facendo domande, offrendo spunti di riflessione. Franco Gaudiano ha aiutato ad astrarre dal contesto storico riallacciando alcune concezioni di sciamanesimo comuni a numerose culture nel mondo dall’antichità a oggi.

Le incisioni rupestri di Vallecamonica

di E.M.

foto di Enrico Galimberti
foto di Enrico Galimberti

A Foppe di Nadro sono presenti sulle rocce più fasi storiche e preistoriche diverse, spesso associate e sovrapposte fra loro.

Qui non si viveva, ma si veniva con lo scopo di Incidere, e le rocce venivano scelte, non sappiamo in base a cosa, per questo scopo.

Abbiamo superfici lisce e ampie completamente vuote e altre più piccole e in posizioni scomode in cui le incisioni si sovrappongono fittamente attraverso i millenni.

Il contesto naturale in cui ci troviamo è imponente e dominato da due montagne dalla forma particolare, la Concarena e il Pizzo Badile, che dominano la valle, ma che in questa zona sono particolarmente significative.

Due volte l’anno, per l’equinozio e il solstizio, il sole al tramonto passa esattamente attraverso una fessura presente sulla Concarena, e dietro al Pizzo badile, posto proprio di fronte a lei, si proietta un’ombra eccezionale. questo fenomeno è stato chiamato spirito della montagna e deve aver colpito profondamente i nostri antenati, la cui vita dipendeva profondamente dall’osservazione degli elementi e dallo scorrere delle stagioni.

Per riuscire ad avvicinarsi alla comprensione dei simboli che incontriamo in questo luogo è indispensabile osservare, oltre al contesto naturale, anche la forma delle rocce, la loro posizione rispetto alle montagne, all’ acqua, e anche le relazioni possibili fra le incisioni più antiche e quelle più recenti.

foto di Enrico Galimberti
foto di Enrico Galimberti

E’ importante ricordare anche che non siamo davanti a rappresentazioni realistiche di fatti o cose realmente avvenute, ma all’immaginario, alla spiritualità e ai valori di epoche diverse fra loro e lontane dalla nostra.

Non per questo la spiritualità dell’ epoca è da considerarsi primitiva, anzi, se viste e sentite in maniera rispettosa queste rocce ci parlano in maniera radicale e profondissima di concetti e pensieri davvero rivoluzionari e dimenticati per noi occidentali, che ormai da millenni viviamo sradicati e chiusi nelle nostre città.

Proprio per questo Il fatto di parlare di Alieni, come spesso superficialmente a mio personale avviso si fa, è riduttivo ed irrispettoso verso noi stessi e verso i nostri antenati, e mi auguro che entro la fine di questa giornata ai partecipanti non solo vi venga voglia di vedere altro nella valle, ma possa arrivare almeno un frammento dell’immensità dello spirito umano raccontato da questi segni lasciati da persone ben più radicate nei misteri umani e della natura di noi, ben più sensibili di noi al modo sottile in cui la natura ci parla, e per facoltà intellettuali esattamente al nostro pari.

Chi veniva qui ad incidere lo faceva per ragioni mistiche, religiose o rituali, incideva nella roccia per entrare in contatto con un mondo diverso da quello del quotidiano o per raccontarlo.

foto di Enrico Galimberti
foto di Enrico Galimberti

La separazione fra mondi visibili e mondi invisibili non era netta come nella nostra visione, i concetti di vita e morte, bene e male, anche se vissuti con la stessa intensità di oggi erano elaborati con valori e visioni completamente diverse.

Alcuni elementi incisi sulle rocce sono riconoscibili, si tratta di oggetti rituali, armature e armi che spesso sono state ritrovate in scavi ed è stato quindi possibile datarli e riconoscerli, ma il valore di questi elementi incisi qui non è descrittivo, ma simbolico.

Perché la Vallecamonica?

di Enrico Galimberti

Cosa ha mosso e tuttora muove le persone verso la Vallecamonica?

Innanzitutto la presenza di due monti Sacri… leggi I Monti Sacri della Vallecamonica>>

Recenti studi durati venti anni, hanno poi dimostrato che la Vallecamonica è giardino d’Europa. In una striscia di terra lunga circa 90 km si passa dal clima mediterraneo del Lago di Iseo al clima alpino glaciale. Sono state riconosciute ben 2.500 diverse specie vegetali, primato d’Europa.

foto di Enrico Galimberti
foto di Enrico Galimberti

Se in nazioni come la Francia ci sono 40.000 incisioni rupestri, solo in Vallecamonica se ne sono contate già 400.000 e altre ne affiorano ogni anno…solo qui!

La zona è ricca di materie prime essendo terra di elezione delle attuali forge.

Vi sono poi ragioni spirituali sciamaniche per dire che la Vallecamonica è un polo energetico importante a livello planetario. I Lakota americani affermano che gli Antichi Camuni siano i loro antenati e nei tempi passati perfino dalla Cina arrivò un esploratore a visitare le rocce istoriate.

Insomma, perché la Vallecamonica è una domanda dalla quale ACAM intende partire.

L’esperienza è stata unica ma ne verranno delle altre.

La passeggiAcam in Natura tra Archeologia e Misteri vuole visitare altri posti d’Italia dove Natura, Spirito e Misteri si intrecciano, per affrontare la storia anche con il cuore oltre che con la testa e lasciarsi suggestionare.

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RACCONTO FOTOGRAFICO

APPENDICE

Le incisioni viste in passeggiAcam

di E.M

In questa zona abbiamo incisioni a partire dal neolitico per arrivare fino al medioevo.

Nel neolitico troviamo figure schematiche dalle linee essenziali, oranti con grandi mani e piedi e non, completi o incompleti, scene di aratura e simboli che sono stati definiti solari.

La società in questa epoca aveva come focus l’agricoltura perché da essa dipendeva la sopravvivenza, quindi i cicli delle stagioni e i ritmi della natura, gli elementi naturali e il mistero della nascita e della morte erano interpretati e sottolineati.

La donna intesa come madre era una figura centrale della società, perché proprio come la natura il suo corpo seguiva dei cicli regolari, e nascondeva il segreto della nascita.

Nell’età del bronzo e del ferro diventano progressivamente fondamentali i metalli, le armi, le armature e le scene di lotta e la società si fa via via più complessa e incentrata sulla figura del guerriero e del maschile.

Le armi sono simboli di status sociale, di potere, ma anche elementi “magici” dato che saper trasformare il metallo grezzo in armi era un processo misterioso e iniziatico, possedere le armi significava essere detentori di un certo potere.

La società si fa via via più complessa, compaiono nel calcolitico le statue stele e i santuari megalitici che illustrano bene questo cambiamento sociale e questa diversificazione dei compiti all’interno dei vari gruppi.

La figura virile, dell’ armato e del combattente è progressivamente sempre più centrale e anche altre immagini legate probabilmente al culto dei morti come la capanna, gli uccelli acquatici e le impronte di piedi compaiono con grande frequenza in questa zona.

Potrebbe trattarsi di dediche funerarie, ma alcuni ipotizzano anche che siano rappresentazioni mitologiche di dei ed eroi, oppure scene di danze rituali.

Abbiamo anche scritte in caratteri nordetruschi che pare indichino nomi propri, e altri simboli come la rosa camuna e le stelle a cinque punte, o simboli circolari raggiati che sono stati interpretati come ruote e che fanno pensare a culti legati al sole o alle stelle, oltre a simboli schematici come coppelle e linee di difficile datazione ed interpretazione.

Le incisioni di epoca storica sono un insieme di scritte e immagini di costruzioni, o simboli come chiavi, croci e altri elementi dell’immaginario cristiano, ci sono anche incisioni filiformi difficilissime da vedere che rappresentano figure armate, patiboli e condannati o simboli della passione di Cristo.

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