ACAM
IL MITO DEI
MAGI, TRA LEGGENDA E STORIA
di
Andrea Romanazzi
La storia dei re Maghi e’ un racconto che
nasce molto lontano , in terre esotiche e ricche di antiche tradizioni, narra
di stelle annunciatrici di una miracolosa nascita e di tre mitici sovrani che
si misero in cammino per venerare il nuovo salvatore.
I tre misteriosi personaggi non sono
molto frequenti nelle Sacre Scritture, infatti solo il Vangelo di Matteo
(2,1-12) li cita inizialmente. In realta’ da questa fonte non possiamo conoscere
molto sui Magi, ne’ i loro nomi, ne’ il loro numero e ancora luogo di
provenienza che e’ indicato genericamente “da Oriente”.
Di loro non si ha menzione nei altri
Vangeli come quelli di Luca e Marco, forse quasi una forma di censura legata al
fatto che il Cristo non poteva esser “venerato” da dei “Magòi”., la parola Mago
era del resto, sinonimo di stregone , mago era anche quel Simone , appunto
Simon Mago, il cui volto, per alcuni , sarebbe quello che oggi si attribuisce al
Cristo , e dal qual personaggio il traffico di reliquie sacre prese il nome
“simonia”. Torniamo ai Magi, in tutto questo silenzio fonti importanti
diventano i Vangeli apocrifi e tra questi “il libro della Caverna dei Tesori”,
di origine siriaca o ancora l’ “Historia Trigum Regum” di Giovanni da Hildesheim
che raccoglie , mettendole in una unica vicenda, piu’ fonti apocrife sui Magi.
La vicenda dei tre re e’ legata alla
“stella”:
“..dove e’ nato il re dei Giudei? Perche’ abbiam visto la sua stella in Oriente e siam venuti ad adorarlo.."
Da sempre nell’antichita’ l’ apparizione
di una stella , cometa o altro fenomeno celeste era considerata un “segno”
divino , come possiam osservare dallo stesso versetto di Matteo nel quale si
mette in relazione il Cristo e “La Sua Stella”.
Del resto gli astri , penetrando con la
loro luce nell’oscurita’ diventano espressione dell’eterna lotta tra bene e
male , tra luce ed ombra:
“Io sono la stella radiosa del mattino”
Tutte le piu’ grandi divinita’ dell’antichita’
sono legate agli astri, lo stesso faraone egiziano era chiamato appunto la
stella d’Egitto. Torniamo alla stella dell’Annunciazione, vi sono diverse
ipotesi su cosa essa potrebbe essere realmente. Per alcuni si tratterebbe di una
Nova o Supernova, fenomeno di straordinaria luminosita’ ma che non si poteva
ripetere lungo il cammino dei Magi. Una seconda ipotesi e’ quella di una cometa
, alcuni l’hanno identificata con quella di Halley gia’ segnalata in numerosi
studi cinesi. Oggi , pero’ , sappiamo che essa si ripropone ogni 76 anni e
quindi sarebbe passata attorno al 12 a.C. data piuttosto lontana da quella
indicata da Dionigi il Piccolo per la nativita’.
Molto piu’ probabile e’ che piu’ che una
stella si fosse trattato di una congiunzione e in particolare la congiunzione
tra Giove e Saturno avvenuta nella costellazione dei Pesci. Secondo calcoli
fatti da Keplero nel 7 a.C. questa congiunzione si sarebbe verificata ben 3
volte , il 28 maggio, il 1 ottobre e il 5 dicembre. Tutto questo non solo e’
importante dal punto di vista della datazione dell’evento , gia’ che si avvicina
molto alla presunta data della nativita’ , cioe’ il 6 a.C., ma fa sorgere altre
considerazioni. Infatti nell’antichita’ i primi cristiani si riconoscevano con
un segno in codice, quando due di essi si incontravano uno di loro tracciava
meta’ del segno e l’altro lo completava. Il simbolo in questione era proprio il
PESCE!
Del resto la parola Nazareni, oltre che
abitanti di Nazareth significava “piccoli pesci”, e i seguaci di Gesu’ erano
appunto i Nazareni. Un’altra coincidenza , poi, si inserisce in questo discorso
, infatti all’ingresso di Gerusalemme il Cristo fu accolto nel grido di “oannes”
che poi diventera’ ,per un errore di trasposizione, Osanna. Chi erano gli Oannes?
Essi erano gli dei delle popolazioni medio-orientali che ,curiosamente erano
rappresentati meta’ uomini e meta’ pesci!
Torniamo ai Magoi , per conoscere il loro
rango e dunque l’appellativo di Re dobbiamo tornare al “libro della Caverna dei
Tesori” ove essi vengon definiti “re figli di re”. Anche il numero dei magi non
e’ ben specificato , e anche in questo caso dobbiamo rifarci a testi apocrifi
come il “Vangelo dell’Infanzia Armeno”:
“..questi magi eran tre fratelli..”
Da Matteo non conosciamo il numero dei
magi , ma solo riferimenti al numero dei doni. Il numero 3 ha una forte valenza
simbolica , per alcuni indicherebbe le tre razze umane , la semitica , la
cannitica e la jafetica , rispettivamente discendenti dai tre figli di Noe’ ,
Sem , Cam e Iafef. Probabilmente , pero’, il 3 ha un altro significato, infatti
nell’antico Egitto il tre , Khem , gia’ legato ai moti lunari rappresenterebbe
“la manifestazione nel concreto dell’Uno trascendente” , il dio che da
trascendente diventa , appunto , immanente e questo ben si lega alle vicende del
Cristo , il Dio che si e’ fatto uomo. Un altro aspetto importante dei magi e’ il
loro nome. Oggi sappiamo che si chiamavano Gaspare , Melchiorre e Baldassarre ,
ma non tutte le fonti sono concordi. Nel complesso monastico di Kellia , in
Egitto , sono stati rinvenuti i nomi di Gaspar , Melechior e Bathesalsa.
Melechior sarebbe il piu’ anziano e il suo nome stesso deriverebbe da Melech ,
che significa RE.
Baldassarre deriverebbe da Balthazar ,
mitico re babilonese , quasi a suggerire la regione di provenienza di quest’ultimo,
infine abbiamo Gasparre , per i greci Galgalath, signore di Saba.
Un accenno a questi mitici re lo troviamo
anche in Marco Polo:
“..in Persia e’ la citta’ che e’ chiamata Saba da la quale partirono tre re che andaron ad adorare Dio quando nacque.."
La citta’ citata da Marco Polo, pero’ ,
non sarebbe proprio Saba , ma Sawah, antica citta’ persiana, mentre altri
individuarono in Ubar la citta’ di partenza dei tre re.
Secondo numerose leggende i tre magi
giunsero a Betlemme 13 giorni dopo la nascita del Cristo. Il 13 e’ un numero
sacro alla divinita’ lunare , poi fortemente demonizzato proprio per dimenticare
la sacralita’ dello stesso:13 erano cosi’ gli apostoli , diventati poi 12 a
causa del tradimento di Giuda e 13 erano i cavalieri di Re Artu’ prima del
tradimento di Mordred. In questa visione legata al culto lunare della Dea e poi
successivamente al culto terrestre ben si inserisce la GROTTA di Gesu’, luogo
fortemente legato a culti ctonii.
La grotta e’ il simbolo del ventre
materno , santuario della grande madre e luogo di comunione tra uomo e dio. Del
resto tutte le divinita’ nascono nella “grotta” , Minosse , Dioniso , Mitra.
Spesso , poi, nella iconografia cristiana si parla della mangiatoia e questo un
po’ confonde le idee identificando appunto la grotta con una stalla. In realta'
molto spesso le grotte erano adibite a luoghi di ricovero per animali e quindi
da qui la presenza della famosa mangiatoia del Cristo.
Per quanto riguarda il luogo ove essa si
trovasse , Luca e Matteo la individuano a Betlemme , mentre Marco e Giovanni la
collocano a Nazareth. In realta’ Bethlaem , la citta’ ove appunto si sarebbe
avuta la nascita del Cristo non sarebbe in Giudea , ma sarebbe collocata nel
paese di Bethelem Haglilit , villaggio a pochi chilometri da Nazaret, e questo
eliminerebbe le problematiche relative appunto alle discrepanze tra i vari
apostoli. Un particolare da non sottovalutare , poi, e’ quello sottolineato da
San Girolamo che ricorda che a Bethelem si adorava da sempre Adone-Tammuz ,
divinita’ arborea legata sia alla grotta che , come tutte le divinita’ agresti
, al ciclo di morte e resurrezione e che quindi richiama ortemente le vicende
del Cristo.
Qual’ era dunque il ruolo dei re magi e
chi essi eran realmente?
Il mito del Cristo non puo’ essere scisso
dai numerosi culti solari ed arborei che fin dalla protostoria venivan officiati
dagli uomini. Tralasciando cosi’ eventuali similitudini tra le divinita’ arboree
e il Salvatore importante e’ sottolineare il forte legame tra il Cristo e il
sole. Lo stesso 25 dicembre , data poi istituita dalla chiesa come giorno di
nascita del Messia per allontanare pericolose e devianti festivita’ pagane ben
radicate nella comunita’, coincideva con il dies natalis solis , solo che alla
luce portata dall’astro si sostituisce la luce divina del Cristo.
“un dio nato da una VERGINE nel solstizio
d’inverno e resuscitato all’equinozio di primavera” non puo’ non essere una
divinita’ solare. E’ dunque il dio risorto , il “sole” che indica il nuovo anno
e il nuovo avvento , l’ Osiri egizio.
Potremmo cosi’ azzardare una ipotesi:
Originari dell’altopiano iranico i magi
erano sciamani legati al culto degli astri e successivamente sacerdoti di Mazda.
Seguendo la lettura del cielo , avevano riconosciuto in Cristo uno dei loro
“Saosayansh” , il salvatore universale , diventando cosi’ loro stessi
“coniuctio” tra la nuova religione nascente e i culti misterici orientali come
il mazdaismo e il buddismo , dunque adoratori di quel nuovo culto “solare e
maschile” che affonda le sue radici in rituali ben piu’ antichi e che pian piano
sarebbero stati cancellati dalla “nuova” religione. Ancora oggi il culto del
magi non e’ dimenticato , l’arca ove eran contenute le loro reliquie , portate
da Sant’ Eustorgio a Milano e’ luogo di pellegrinaggio.
Il sepolcro e’ vuoto dal 1162 , quando Federico
Barbarossa , dopo aver sconfitto Milano , porto’ a Colonia le sacre reliquie ,
ma ‘e’ ancora chi dice che le “sacre ossa” sian nascoste da qualche parte nel
capoluogo lombardo , magari proprio nella antica chiesetta romanica di Sant’
Eustorgio.
Bibliografia:
M.Centini I RE MAGI
N.Vlora LA NOTTE DELLA FENICE
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