Rimeditando la famosa (e terribile) quartina X,72 Re del Terrore

di Luciano Sampietro

Il mio articolo sul “gran re del terrore” ha suscitato varie reazioni da parte dei lettori: ma in particolare mi ha colpito, per l’acutezza, quanto scritto da Richard (così si firma) in ordine a possibili diverse identificazioni del personaggio.

Premetto innanzitutto che il sistema elettorale americano rende possibile la candidatura a sorpresa di una persona diversa dai contendenti anche in occasione del congresso che deve poi nominare il candidato presidente di ciascun partito. Infatti, se nessuno dei candidati raggiunge la maggioranza assoluta di delegati (quelli che poi al congresso dovrebbero votare per l’uno o l’altro), possono intervenire accordi in base ai quali, ad esempio, i due candidati convergano su un terzo nome, così facendo confluire i loro voti su costui. Ciò significa che Al Gore, anche se oggi non è candidato, potrebbe venir nominato a sorpresa nel corso del congresso del Partito Democratico (agosto 2008).

Ma non è di questo che voglio oggi scrivere.

Richard ha acutamente osservato che il gran re del terrore potrebbe identificarsi con Barak Obama e che il “grand Roy d’Angolomois” che resuscita potrebbe essere Martin Luther King, visto che King significa appunto Re.

Le osservazioni del lettore meritavano un approfondimento, che mi ha portato a rivedere la soluzione proposta e a condividere in pieno quanto da lui scrittomi.

Fermo restando il significato del primo verso, per cui la vera data è quella del gennaio 2009, si tratta di vedere se ad Obama possa riferirsi l’appellativo di “Grand Roy deffrayeur”. Come già osservato, defrayeur significa provveditore (cioè colui che provvede all’approvvigionamento di beni) ma anche accentratore dell’attenzione pubblica, uomo in grado di calamitare su di sé le luci della ribalta. Sicuramente Obama sta incuriosendo il mondo, ma non è questo che ritengo essere a questo punto il vero significato di “deffrayeur”. Il termine è scritto con due “f”, nel mentre la forma corretta ne vorrebbe una sola : è vero che nel Rinascimento si scriveva a volte anche con la doppia, ma sicuramente tale forma era molto più rara. Se dunque deffrayeur è scritto erroneamente, la parola può celare un diverso significato. Allora proviamo a separare il de dal resto e anagrammando ffrayeur si ottiene Euraffri(que), ovvero, senza separare il de, si può ottenere l’aggettivo di pura fantasia ma inequivocabile euraffride, ad indicare la doppia origine continentale, non senza osservare come al tempo di Nostradamus accanto ad Afrique si usava anche Affrique (si veda in proposito l’impiego di tale forma proprio nelle Centurie alle quartine IV, 68, V, 11 e V, 23).

Se esaminiamo la storia della famiglia di Obama, scopriamo che il padre era nato in Kenya, dove faceva il pastore; si trasferì poi negli Stati Uniti ottenendo la laurea e assicurando al proprio figlio il futuro che oggi va consolidandosi. Obama non proviene, dunque, da una famiglia afro – americana di origine anteriore al sorgere dell’ottocentesco impero coloniale europeo, ma è figlio di un padre che nacque sotto l’impero britannico, al quale il Kenya, quale colonia, apparteneva. Va poi ulteriormente osservato che la madre di Obama, Ann Dunham, era di razza bianca e proveniva da un’antica famiglia di origine inglese, per cui l’indicazione della doppia origine continentale si giustifica una seconda volta.

A questo punto va apprezzato il terzo verso “resusciter le grand roy d’Angolmois”: come ho già scritto, la parola Angolmois non significa assolutamente nulla, ma da essa si può ricavare l’aggettivo demo-anglois, cioè demo-americano, dove il prefisso demo può assumere il significato di popolare, nel senso di “del popolo”.

Pensiamo per un attimo, a questo punto, a quanto ho scritto in ordine ai “Giochi di Ecatombe” e alla medaglia d’oro olimpica dell’israeliano Gal Friedman, che, per Nostradamus, ebbe l’effetto di far quasi resuscitare gli atleti israeliani uccisi alle olimpiadi di Monaco.

L’immagine che Nostradamus usa nella X, 72 in esame è la stessa: vi è un personaggio che per effetto della vittoria di Barak Obama sembrerà quasi risuscitare, un personaggio che definiva se stesso populista, tanto da essere ritenuto da molti un comunista e per questo anche processato: questo personaggio aveva un cognome regale, si chiamava infatti King, precisamente Martin Luther King.

Il verso dunque con tutta probabilità, ormai, vuol dire: resusciterà il Re scritto con la maiuscola (grand).

Come i lettori possono dunque constatare, con Nostradamus non si è mai sicuri ed anche una soluzione che appare sotto ogni profilo appagante e logica, può essere soppiantata da altra che riesce ad adempiere in guisa più completa a tutte le condizioni che l’enigma dei versi pone.

Ho imparato a mie spese – e mi riferisco soprattutto al mio errore sull’identificazione dell’attuale pontefice, che avrei potuto individuare se solo avessi mantenuto una mente più incline ad esaminare tutti i possibili elementi, senza sposare senza riserve la suggestiva ipotesi di una soluzione meramente enigmistica dell’inciso “non troppo conforme” – come non si possa e non si debba restare ottusamente abbarbicati alla prima soluzione trovata, ma sia necessaria l’umiltà di rivedere e quella di ascoltare anche le osservazioni altrui: per questo sono grato a Richard, la cui preziosa lettera mi ha consentito di rimediare ad un errore di grande rilevanza, per riguardare esso un evento che sarà di capitale importanza nella storia futura dell’Umanità.