Sono forse maturi i tempi per la cattura di Osama Bin Laden?

di Luciano Sampietro

Osama Bin Laden non è certo sfuggito alla preveggenza di Nostradamus, il quale, a mio giudizio, gli dedica quantomeno due quartine, l’una che ne descrive la cattura e l’altra il suo destino finale:

Quartina X, 29

  • Di Pol MANSOL in un antro caprino,
  • nascosto e preso fuori per la barba,
  • portato al guinzaglio come un mastino,
  • dai “begourdans” menato presso Tarba.

Nel  testo originale del 1568  MANSOL è scritto in lettere maiuscole e ciò per solito vuol dire che la parola ha un significato radicalmente diverso rispetto all’apparenza. Nel nostro caso,  MANSOL anagrammato diventa OSAM(A) L(ADE)N, lettere ampiamente sufficienti a individuare la primula rossa islamica. Quindi il verso starebbe a significare: “Osama (Bin) Laden in un antro caprino di Pol…”  Si tratta a questo punto di vedere se in Afganistan esistano località con il nome Pol e puntualmente, esaminando una carta geografica, risulta che vi è una città che si chiama Pol e-Komri, sita a circa duecento chilometri a nord di Kabul e vi è una regione denominata Pol el Sar. Il secondo e il terzo verso non danno particolari problemi: chi lo troverà lo tirerà fuori a forza dalla caverna prendendolo per la fluente barba e lo legherà come un cane. L’ultimo verso nel testo francese riporta il misterioso aggettivo “Begourdans”, che a prima vista sembrerebbe indicare gli abitanti della regione francese della Bigorre. Ma questi in francese si chiamano (e si chiamavano nel ‘500) Bigordans e non Begourdans, per cui il significato deve essere un altro. Nella lingua farsi, che è quella maggiormente parlata in Afganistan, il termine “begour” significa “bruciato”, per cui nel nostro caso appare probabile che il Veggente, come spesso avviene, abbia impiegato un aggettivo di fantasia che significherebbe “uomini dalla pelle scura”, come appunto sono gli afgani, ma anche i pakistani.

Tarba (o Tarbe) è una località che potrebbe identificarsi con Tabriz, città dell’Iran vicina al confine con l’Afganistan o anche potrebbe costituire sintesi di Tora-Bora, la località dove i Talebani avevano concentrato il grosso delle loro forze e che fu teatro di violenti scontri.

A questo punto pare evidente che Bin Laden non dovrebbe essere catturato dagli americani, tuttavia egli dovrebbe diventare una sorta di omaggio per costoro:

III, 90

  • Il grande satiro e tigre d’Ircania,
  • offerto in dono a quelli dell’Océano:
  • capo di flotta uscirà da Carmania
  • e prenderà terra al Tirren Focéano.

L’Ircania formava insieme alla Partia una potente satrapia persiana che Alessandro Magno nella spedizione del 330 a. C. soggiogò. All’epoca era satrapo Frataferne, il quale si sottomise senza troppe difficoltà, ma morì di lì a poco e a lui succedette il figlio Farasmane, uomo orgoglioso e bellicoso e insofferente del dominio macedone.

Osama viene dunque paragonato a Farasmane e, tra l’altro, non può non apprezzarsi l’assonanza tra i due nomi, quasi che avessero radici comuni. Bin Laden, dunque, una volta catturato, sarà consegnato a un popolo che vive al di là dell’Oceano  e il generale comandante delle forze in territorio afgano Bob Hepner, per accompagnare fino a destinazione l’importante prigioniero, decollerà personalmente dall’Afganistan , che si identifica con l’antica Carmania, facendo scalo in quella parte d’Italia bagnata dal Tirreno, dove l’antica città greca di Focea aveva creato numerose colonie (quindi Pisa, Reggio Calabria, ecc).

Con la cattura di Bin Laden sarà forse finito il pericolo del terrorismo? La risposta è purtroppo negativa: “il coccodrillo”, come il Veggente lo definisce, continuerà per mezzo di molti altri fanatici a funestare l’occidente e ciò dovrebbe essere, ahimè,  fino al 2017…