Spiriti Affini di Allen M. Shoen

Recensione di Enrico Galimberti

Spiriti Affini

come lo straordinario legame tra uomini e animali può cambiare il modo in cui viviamo
ed. Impronte di Luce 
pagine 317

 

Chi ha un po’ di umanità non può che amare e rispettare i nostri fratelli animali.

Molte famiglie hanno fra i loro componenti amici di varia specie su più zampe, piccoli o grandi compagni di momenti indimenticabili.

Allen M.Schoen è un famoso veterinario olistico statunitense che ha messo nel suo secondo libro tutto l’amore che nutre per gli animali che cura e le esperienze di vita e di fratellanza tra uomini e animali, nonché studi di metafisica e psicologia.

Per molti secoli gli animali sono stati considerati degli esseri inanimati, privi di anima e addirittura di cervello. Persino grandi pensatori come Aristotele ritenevano che i comportamenti degli animali fossero semplicemente una imitazione dell’uomo e al più meccanismi spontanei e non ragionati di reazione. Questo ha fatto sì che sugli animali si facessero tremendi esperimenti, brutali studi e violente analisi. Ancora oggi si combatte per abolire la vivisezione di cui la scienza si avvale.

Allen racconta di come la sua compagna di vita Megan, un golden retriever, gli abbia insegnato che anche i cani sono capaci di amore e di compassione, aiutandolo a curare i suoi pazienti e a confortarli prima ancora che guarirli.

Gli animali provano dolore?

Gli animali provano compassione?

Le risposte in un libro commovente, spontaneo, in cui si fondono racconti di vita ma anche tante informazioni sul rapporto tra uomini e animali, studi di psicologia e metafisica, analisi di come i filosofi e gli scienziati hanno affrontato il tema dell’anima nelle diverse forme di vita e di come potremmo trasformare il modo in cui viviamo se solo ci facessimo ispirare e guidare dall’amore incondizionato e puro che i cani ci sanno regalare senza aspettarsi nulla in cambio.

Un libro che fa riflettere e che potrebbe apportare alla società un pizzico in più di umanità, per essere davvero degni di essere considerati custodi del Creato.

Enrico Galimberti