Spiritismo e Cristianesimo

di Franco Corsi

Un indagine sul significato del termine “Spiritismo” e sulla storia delle sue molteplici evoluzioni e dei rapporti con la religione Cristiana

Lo spiritismo è un pratica e una dottrina che afferma che i defunti o altre entità manifestano la loro presenza alle persone attraverso chiaroveggenti, medium o “canali”  facendo uso di sogni, voci, segni, rumori speciali o altre forme di comunicazione. La Nota Pastorale della Conferenza Episcopale Toscana, A proposito di magia e di demonologia, afferma:

“La peggiore e più grave forma di divinazione è la necromanzia o spiritismo, ossia il ricorso agli spiriti dei morti per entrare in contatto con loro e svelare il futuro o qualche suo aspetto” [1].

BREVE STORIA E ORIGINI DELLO SPIRITISMO

Lo spiritismo, come attesta anche l’Antico Testamento, è stato praticato in diverse forme fin dall’antichità, ma le sue origini – come corrente culturale e come movimento – sono spesso attribuite alle esperienze che ebbe negli Stati Uniti Margaret Fox (1833?-1893) con le sorelle a partire dal 1848, quando annunciarono di aver vissuto strane vicende riguardanti la comunicazione con gli spiriti dei trapassati per mezzo dell’uso di un alfabeto speciale, composto di rumori e di colpi secchi (“raps”) che gli stessi spiriti avrebbero insegnato loro. Queste asserzioni ebbero un vasto credito: così in Nord America come in Europa (dove peraltro c’erano stati medium attivi già qualche decennio prima delle sorelle Fox) cominciarono a diffondersi rapidamente le pratiche spiritiche. Alcuni medici, studiando tale fenomeno, asserirono che i rumori erano ottenuti semplicemente facendo crocchiare le ginocchia e le dita dei piedi.

Un altro medium, l’americano Andrew Jackson Davis (1826-1910), diede incremento a questa dottrina affermando di essere capace di esercitare in uno stato di “trance” certe attività mentali che in condizioni normali non sarebbe riuscito a compiere. Nel 1872 il pastore inglese William Stainton Moses, divenne editore del giornale spiritista “Light” e scrisse diversi libri inerenti lo spiritismo. Il movimento fu screditato dalla comparsa di un numero considerevole di ciarlatani che utilizzavano grossolani trucchi di prestigio. La stessa Margaret Fox, divenuta anziana, asserì di aver usato una serie di trucchi durante le sue sedute spiritiche, anche se in seguito smentì la sua ritrattazione. Spesso le indagini serie, svolte in seguito da medici su questi fenomeni, hanno rivelato clamorosi imbrogli nelle attività di diversi altri medium. La Società per le Ricerche Fisiche (Society for Psychical Research) nacque con lo scopo di esaminare le manifestazioni e i fenomeni spiritici. Da qui ha origine la parapsicologia, che studia e indaga su ogni evento che la scienza tradizionale non riesce a spiegare scientificamente.

Va notato, però, che la pratica dello spiritismo era diventata abituale già nel Settecento, nell’ambiente influenzato dalle teorie del medico svedese Franz Anton Mesmer (1734-1815) [2], fondatore della teoria del “magnetismo universale” ed anche di una massoneria “di frangia” (la Società dell’Armonia Universale). Afferma Massimo Introvigne:

“….Mesmer, come oggi si riconosce, ha inventato.… l’ipnosi prima di Braid,…. l’attenzione all’inconscio prima di Freud. Non stupisce pertanto che abbia inventato anche lo spiritismo prima delle sorelle Fox” [3].

 La teoria di Mesmer sul “magnetismo universale” viene ben sintetizzata dallo stesso studioso:

 ” ….si fonda sull’idea dell’esistenza di un ‘fluido universale’, sostanza sottile che pervade tutto l’universo senza lasciare spazi vuoti. Il fluido circola pure nel corpo umano; anzi nel caso di un blocco o stasi della circolazione, insorge la malattia, che può essere curata con la ‘magnetizzazione’, provocando nel paziente una lieve crisi (di tipo sonnambolico) o più acuta – e per Mesmer più efficace – di tipo convulsivo… Che cosa c’entra in tutto questo lo spiritismo? Più di quanto non possa sembrare, perché la ‘magnetizzazione’ libera il ‘senso interno’ del paziente consentendogli di stabilire un particolare rapporto con il fluido universale, che – proprio per la sua universalità – permette di entrare in relazione con mondi invisibili. E’ possibile, per esempio, che un soggetto ‘magnetizzato’ veda il proprio corpo, o anche il corpo di un’altra persona, diagnosticando così nel modo più esatto una malattia, e perfino veda avvenimenti o persone del passato o del futuro; Mesmer, …. non amava si parlasse di ‘spiriti’ e attirava l’attenzione sulla spiegazione scientifica dei fenomeni tramite il fluido: ma di fatto si trattava di entrare in contatto con persone che erano vissute sulla terra ed erano morte. Mesmer inoltre considerava preferibile la crisi convulsiva…. al più blando sonnambulismo; ma era proprio nel sonnambulismo che il soggetto ‘magnetizzato’ entrava più spesso in contatto con entità che sembrano proprio spiriti di persone defunte, e si esprimevano perfino con la loro voce” [4].

 La teoria di Mesmer sta anche alla base di alcune “pratiche terapeutiche alternative” (dette comunemente “medicine alternative”), dal momento che esse, oltre a fare riferimento a sistemi di pensiero magici o inconciliabili con il Cristianesimo, spesso si rifanno all’idea del “fluido” o energia universale” e pongono dunque le loro origini in un contesto spiritico.

SVILUPPI DELLO SPIRITISMO

 Allo sviluppo dello spiritismo hanno contribuito diversi scrittori tra i quali spiccano Allan Kardec (1804-1860) e Sir Arthur Conan Doyle (1859-1930). Kardec viene considerato uno dei padri dello spiritismo moderno, fu autore di molti libri che attribuiva alla trascrizione delle sue comunicazioni con gli spiriti. E’ suo il Libro degli spiriti (1857), ritenuto uno dei principali manifesti dello spiritismo, realizzato mettendo in ordine una cinquantina di quaderni consegnati a Kardec dai suoi amici [5].

E’ particolarmente interessante soffermarsi poi su Doyle, il creatore del famoso personaggio di Sherlock Holmes [6], per dare uno fra i tanti esempi possibili di come lo spiritismo ebbe la sua diffusione e crescita. Sherlock, il famoso detective, può essere definito come il maggior portavoce letterario del razionalismo, eppure il suo creatore divenne addirittura un propagatore della causa dello spiritismo. In effetti, benché Conan Doyle abbia dichiarato nella sua autobiografia di essere agnostico fino al 1881, data della conversione allo spiritismo, i suoi lavori precedenti riflettono già un crescente interesse e l’adesione alla dottrina spiritica. Nel romanzo Uno studio in rosso (la prima storia di Sherlock Holmes) emerge una polemica contro il Mormonismo, che assieme allo spiritismo costituiva oggetto dei suoi approfonditi studi. Entrambi i movimenti esercitavano su Conan Doyle una particolare attrazione, in quanto similari erano i presupposti circa la credenza nella esistenza e nella vita dello spirito e nella realtà e nel valore della comunicazione tra spiriti incarnati e spiriti disincarnati. Scartato però il Mormonismo, giudicandolo immorale a causa del principio della poligamia da esso all’epoca sostenuto, fu invece attratto dallo spiritismo in maniera determinante. Tanto che, spinto da uno speciale zelo missionario, spese gran parte dei suoi averi per divulgare la causa spiritica e fare nuovi proseliti in Australia, in Nuova Zelanda, in America e in Canada.

Oggi esistono negli Stati Uniti diverse comunità di spiritisti, con più di 400 congregazioni che comprendono più di 180.000 membri. Tra le organizzazioni più numerose vi sono: la “International General Assembly of Spiritualists”, con sede a Norfolk nella Virginia; la “National Spiritual Alliance” a Keene nel New Hampshire; e la “National Spiritualist Association of Churches”, a Cassadaga in Florida. Su scala internazionale una delle organizzazioni più importanti è la Scuola Scientifica Basilio, con sedi anche in Italia.

Accanto alle organizzazioni spiritiche è poi diffusa – anche in Italia -, soprattutto negli ambienti giovanili, la pratica delle “sedute spiritiche” intese come “gioco” o praticate con l’intenzione di voler cogliere qualche rivelazione particolare per il futuro anche da persone che non appartengono a società spiritiche. Tali pratiche sono classificabili nell’ambito delle “nuove credenze, in quanto non rientrano nel quadro dei movimenti, perché prive delle caratteristiche sociologiche che qualificano questi ultimi. A proposito della pratica delle sedute spiritiche Mons. Casale afferma:

 “Anche in questo caso non si tratta di fenomeni su cui si può semplicemente sorridere o che possono essere trattati come mere curiosità. Occorre convincersi che la vita cristiana costituisce un tutto organico, e che un cedimento su questi punti porta con sé, presto o tardi, un cedimento generale” [7].

Attualmente nello spiritismo è molto viva la pratica del channeling, uno spiritismo più moderno di stampo tipicamente New Age. Fra i sostenitori e portavoce del channeling, e con esso di tutta l’ideologia del New Age [8], emergono in particolare alcuni autori come Ruth Montgomery, Jane Roberts, Eileen Caddy (fondatrice della comunità-giardino di Findhorn, in Scozia, la cui fondazione – avvenuta nel 1962 – viene fatta coincidere con l’inizio del New Age), J. Z. Knight (pseudonimo di Judit Darlene Hampton, che trasmette gli insegnamenti dell’entità chiamata “Ramtha”), Shirley MacLaine (nota come attrice, inizialmente discepola di “Ramtha”) e la psichiatra della Columbia University di New York, Helen Schucman (1909-1991), autrice di A Course in Miracles, un testo su cui si tengono annualmente centinaia di corsi, conferenze e seminari.

I DUE DIVERSI AMBITI DELLO SPIRITISMO

 Come già si sarà potuto notare, è possibile individuare due diversi ambiti dello spiritismo:

 1. Il primo ambito è rappresentato dallo spiritismo classico che, attraverso la pratica della seduta spiritica, vuole comunicare con le anime dei defunti. La figura fondamentale è quella del “medium”, che è appunto l’intermediario fra gli spiriti e i partecipanti. Fenomeni tipici dello spiritismo sono: registrazione di voci, intuizione di eventi futuri, visioni, scrittura automatica (fenomeno per il quale un soggetto sente la propria mano spinta a scrivere, come guidata da un’altra personalità), ectoplasmi, cioè forme corporee fluidiche in cui si materializzerebbero gli spiriti. All’interno dello spiritismo classico sono individuabili due correnti che hanno riguardo alla reincarnazione tesi contrastanti:

 a. gli spiritisti latini credono, secondo la teoria codificata da Kardec e ora diffusa soprattutto in America Latina, che le anime dei defunti passano da un corpo all’altro dimenticando le vite precedenti, ricalcando così la legge karmica tipica di alcune religioni orientali quali l’Induismo ed il Buddhismo,

 b. gli spiritisti inglesi e statunitensi, invece, nella loro maggioranza rifiutano categoricamente ogni concetto di rinascita.

2. Esiste poi un secondo ambito detto “channeling” [9], in cui si tende a ricevere informazioni da una entità superiore, questo richiede la presenza di un canale (“channel” ) capace di ricevere le informazioni da tale entità. Seppure non esiste una chiara e netta distinzione fra il channeling e lo spiritismo classico, si può affermare che questa seconda forma di spiritismo si differenzia dalla prima perché le entità evocate non sono solo le anime dei defunti, ma anche extraterrestri, fate, gnomi, demoni, maestri spirituali. E’ chiaro che tale forma di spiritismo si ricollega ad un’idea panteistica e non a caso il channeling è molto praticato in ambienti New Age. Le entità del channeling non trasmettono semplicemente notizie circa la loro condizione nell’aldilà, come generalmente avviene nell’ambito dello spiritismo classico, ma vengono rivelati veri e propri sistemi filosofici, spesso presentati come “nuovi vangeli”. Fra questi The Aquarian Gospel of Jesus Christ (il Vangelo Acquariano di Gesù Cristo) e The Urantia Book, risalenti rispettivamente ai primi ed alla metà del ventesimo secolo, hanno esercitato una influenza decisiva sulla formazione dell’ideologia del New Age. E’ stato in seguito lo stesso New Age a creare “nuovi vangeli” di impostazione gnostica e panteistica, a cui i più antichi hanno fatto da modello.

I CULTI UFOLOGICI

Con lo spiritismo, ed in modo particolare col channeling dell’ambiente New Age, hanno senza dubbio qualche parentela le cosiddette religioni dei dischi volanti” o culti ufologici” [10]. La parola UFO è la contrazione dell’espressione inglese “Unidentified Flying Object”, che tradotta in italiano significa: “oggetto volante non identificato”. I gruppi ufologici basano la loro credenza sul fatto che gli extraterrestri esistano e siano esseri estremamente evoluti, anche se questa verità sarebbe osteggiata oltre che dai governi mondiali anche dalla Chiesa Cattolica. In realtà la Chiesa assume una posizione “neutra” nei confronti del problema dell’esistenza della vita su altri pianeti, tale questione è infatti di ordine scientifico e fattuale e non direttamente teologico o dottrinale. La possibilità che su altri mondi vi sia la vita è un fatto che riguarda piuttosto la ricerca della scienza che non la Chiesa, il cui compito è quello di vivere e annunciare il Vangelo rivelato da Gesù per l’Uomo.

I fondatori dei gruppi ufologici spesso asseriscono di avere avuto un primo contatto “fisico” con gli extraterrestri – non di rado un rapimento a bordo di un’astronave – , in seguito dichiarano di mantenere un contatto medianico con gli abitanti di altri pianeti, “viaggiando” mentalmente nello spazio, così come i medium classici, parlando con i defunti, “viaggerebbero” nel tempo. Non è sempre possibile distinguere fra coloro che si dichiarano solamente “contattati fisici” (e quindi non avrebbero propriamente a che fare con il channeling) e i “contattati psichici”; prescindendo dalla questione – i cui contorni non sono certamente ben delineati – che richiederebbe un’analisi specifica dei singoli gruppi [11], è possibile affermare che il gruppo più diffuso nel mondo, noto per la sua forte polemica con il Cattolicesimo e la propaganda della libertà sessuale, sembra essere il Movimento Raeliano, fondato dal giornalista francese Claude Vorilhon, che si fa chiamare Rael (sarebbero gli extraterrestri a chiamarlo così). Altri importanti esponenti del mondo dei culti ufologici, che raccontano nelle loro opere i “contatti” avuti con gli extraterrestri sono George Adamsky (1891-1965), Giorgio Dibitonto ed Eugenio Siragusa, fondatore del “Centro Studi Fratellanza Cosmica”, che oggi prosegue con il gruppo “Nonsiamosoli”. Questo, grazie soprattutto all’opera di Giorgio Bongiovanni, coinvolto anche in presunte apparizioni mariane, da Porto Sant’Elpidio (Ascoli Piceno) si è ormai esteso in diversi paesi del mondo [12].

Il “culto dei dischi volanti” pone notevoli problemi alla Chiesa, in quanto, come afferma Mons. Giuseppe Casale:

“Il contenuto di questi messaggi li rivela, senza eccezioni, come incompatibili con la fede. Si parla di reincarnazione, di canali di rivelazione extra-biblici ed extra-ecclesiali e molto spesso si sfocia in dottrine sull’uomo e sul mondo lontanissime dal cristianesimo. Quindi la Chiesa condanna queste autentiche aberrazioni” [13].

 Così, come afferma Massimo Introvigne

 “Si tratta di un fenomeno che non può più far semplicemente sorridere – anzi, chi lo ha liquidato sorridendo ha certamente sbagliato – perché le statistiche mostrano che percentuali impressionanti della popolazione in paesi come la Francia e l’Italia credono ai messaggi degli extra-terrestri ed esistono centinaia di religioni ufologiche” [14].

UN TENTATIVO DI INTERPRETAZIONE DEI FENOMENI SPIRITICI

 Possono esistere, a grandi linee, almeno quattro possibilità di rendere conto dei vari “fenomeni spiritici”:

1. alcune volte essi sono frutto di imbroglio a fine di lucro;

2. altre volte le origini possono essere paranormali, e cioè sono fenomeni naturali che, essendo poco conosciuti, sono oggetto di interpretazione soprannaturale.

 3. Ma anche altre cause possono essere all’origine delle manifestazioni spiritiche; si può ricordare il caso del piuttosto famoso “Movimento della Speranza”: genitori che rifiutano la morte tragica dei figli pretendono di comunicare con loro attraverso una forma medianica. Non è difficile comprendere che lo stesso rifiuto della morte del figlio crea nella persona del genitore una sub-personalità che svolge il ruolo del defunto. Nonostante il sostegno di alcuni teologi cattolici, non può in ogni caso essere giustificato questo ricorso alla evocazione di spiriti (di seguito verrà esposta la posizione della Chiesa a questo proposito), inoltre i fenomeni che si producono trovano a tutti gli effetti una spiegazione psicologica. A questi genitori vanno comunque i nostri sentimenti di cristiana compassione e la nostra preghiera.

 4. Infine, vi è un’altra spiegazione dei fenomeni dello spiritismo, essa è sostenuta soprattutto da alcuni esorcisti [15], ma trova anche appoggi da parte di diversi studiosi cattolici. Seppure bisogna dire che in questo ambito si ha a che fare direttamente con il mistero della vita oltre la morte e quindi non è possibile procedere con certezze assolute oltre a quelle che vengono tratte dalla Bibbia e dalla Dottrina della Chiesa, secondo queste due fonti della Fede Cattolica [16], dopo la morte le anime vanno in Paradiso, in Purgatorio o all’Inferno. Si può quindi affermare che le anime dei defunti che si presenterebbero nel corso delle sedute spiritiche o prenderebbero contatto attraverso le varie pratiche del channeling non sono altro che demoni [17]. Esistono casi – nelle vite dei Santi o dei Beati – in cui le anime si presentano soprattutto per chiedere suffragi, tuttavia occorre notare che queste apparizioni dei trapassati non sono precedute da un’esplicita volontà da parte del Santo a cui l’anima si presenta di comunicare con la dimensione ultraterrena.

ALCUNE CONSIDERAZIONI

A. La valutazione della Chiesa Cattolica

La Chiesa ha sempre condannato qualsiasi tentativo, diverso dalla preghiera, di mettersi in comunicazione con le anime dell’aldilà. E’ particolarmente importante mettere in evidenza i pronunciamenti ecclesiali a questo proposito, dato che spesso si cerca di conciliare lo spiritismo con la Dottrina Cattolica, facendo perno sull’ignoranza di molti cattolici su questi argomenti.

 a. Uno dei primi importanti pronunciamenti risale a papa Sisto V, che nel 1585 con la Costituzione Caeli et terra Creator condanna fermamente la necromanzia ed ogni contatto con gli spiriti dei morti.

b. Il 4 agosto 1856, visto l’esplodere del fenomeno dello spiritismo, il Sant’Uffizio dichiarò “illecita, ereticale e scandalosa, la pratica di evocare le anime dei morti, riceverne responsi, ecc….”.

c. Nel 1882 (1° febbraio), la Sacra Penitenzieria dichiarò illecito anche il solo assistere alle sedute e ai giochi spiritici.

d. Nel 1886 il Concilio di Baltimora affermò la possibilità che lo spiritismo fosse legato ad azione diabolica.

e. In una lettera del 10 marzo 1898 il Sant’Uffizio rispose ad un quesito che gli venne posto circa la consultazione delle anime dei defunti previa l’autorizzazione del capo delle milizie celesti (arcangelo Michele). E’ utile riportare integralmente il testo perché molto importante:

“Tizio dopo aver escluso ogni conversazione con lo spirito maligno, ha l’abitudine di evocare le anime dei defunti. Ecco come procede: mentre è solo senza altro preliminare, indirizza una preghiera al capo della milizia celeste per ottenere da lui il potere di comunicare con lo spirito di una persona determinata. Attende un po’, poi, mentre tiene la mano pronta a scrivere, sente che essa subisce un impulso che gli dà la sicurezza della presenza dello spirito. Egli espone le cose che desidera sapere e la sua mano scrive le risposte. Queste risposte sono tutte conformi alla fede cattolica e alla dottrina della Chiesa riguardo la vita futura. Per lo più si intrattengono sullo stato in cui si trova l’anima di un certo defunto, la necessità che ha di ricevere dei suffragi, eccetera. Questo modo di fare è lecito?”.

 Il quesito è particolarmente ricco, dato che presenta notevoli aspetti e procedure tipici dello spiritismo. Fa riferimento, infatti, alla pratica della scrittura automatica e alla conformità dei messaggi ricevuti dagli spiriti con la Dottrina Cattolica. Esso è anche singolarmente attuale, dal momento che ancora oggi circolano idee e testi che cercano di presentare la pratica spiritica come compatibile con il Cristianesimo, ignorando i vari pronunciamenti della Chiesa a tal proposito o giudicandoli antiquati e presentando lo spiritismo come una pratica che conferma la fede nelle realtà ultraterrene. Purtroppo, in varie occasioni gli autori sono sacerdoti o questi prestano le loro firme, l’esposizione delle loro credenziali accademiche o degli incarichi di una certa rilevanza ecclesiale alla presentazione degli stessi testi [18], in cui comunque manca di fatto un elemento qualificante: l’obbedienza alla Chiesa Cattolica che da secoli condanna le pratiche spiritiche, anche se a parole si possono trovare generose professioni di fede nella Chiesa. Il Sant’Uffizio afferma categoricamente che “ciò che è esposto [nel quesito] non è lecito” ed oggi – come vedremo – la Chiesa, nonostante le pretese e le affermazioni in tal senso, non muta affatto la sua posizione.

f. Nel 1917 (24 aprile) il Papa Benedetto XV, rispondendo ad un altro quesito sulla possibilità di assistere solamente in modo passivo alle pratiche spiritiche, ribadisce che “non è lecito in ogni caso” partecipare alle suddette manifestazioni, anche se queste si presentano come caratterizzate da un clima di pietà e da un’esplicita volontà di non avere a che fare con gli spiriti maligni.

g. Il Catechismo Maggiore prescritto da Pio X alle diocesi della provincia di Roma nel 1905, spiega:

 “Tutte le pratiche dello spiritismo sono illecite perché superstiziose e spesso non immuni da intervento diabolico, e perciò furono dalla Chiesa giustamente proibite”.

 h. Al n. 49 della Lumen Gentium leggiamo:

 “L’unione quindi di coloro che sono in cammino coi fratelli morti nella pace di Cristo non è minimamente spezzata, anzi, secondo la perenne fede della Chiesa, è consolidata dalla comunicazione dei beni spirituali” [19].

 Se il testo principale non affronta il problema, in nota il Concilio mette in guardia dalla comunicazione che faccia ricorso a “qualunque forma di evocazione di spiriti” e richiama le prese di posizione del Magistero, soffermandosi in particolare sul pronunciamento del Sant’Uffizio del 1856 e sulla risposta di Benedetto XV del 1917, ma richiamando anche l’intervento di papa Alessandro IV del 27 settembre 1258.

 i. Anche il Catechismo della Chiesa Cattolica si pronuncia in tal senso ai nn. 2116 e 2117:

 “[2116] Tutte le forme di divinazione sono da respingere: ricorso a Satana o ai demoni, evocazione dei morti o altre pratiche che a torto si ritiene che ‘svelino’ l’avvenire. La consultazione degli oroscopi, l’astrologia, la chiromanzia, l’interpretazione dei presagi e delle sorti, i fenomeni di veggenza, il ricorso ai medium occultano una volontà di dominio sul tempo, sulla storia ed infine sugli uomini ed insieme un desiderio di rendersi propizie le potenze nascoste. Sono in contraddizione con l’onore e il rispetto congiunto a timore amante, che dobbiamo a Dio solo.

[2117] Tutte le pratiche di magia e di stregoneria con le quali si pretende di sottomettere le potenze occulte per porle al proprio servizio ed ottenere un potere soprannaturale sul prossimo – fosse anche per procurargli la salute – sono gravemente contrarie alla virtù della religione. Tali pratiche sono ancor più da condannare quando si accompagnano ad una intenzione di nuocere ad altri o quando in esse si ricorre all’intervento dei demoni. Anche portare gli amuleti è biasimevole. Lo spiritismo spesso implica pratiche divinatorie o magiche. Pure da esso la Chiesa mette in guardia i fedeli. Il ricorso a pratiche mediche dette tradizionali non legittima né l’invocazione di potenze cattive, né lo sfruttamento delle credulità altrui”.

 Lo spiritismo, a prescindere dalle intenzioni che vengono dichiarate, che possono essere anche caratterizzate da un clima di pietà, si rivela del tutto incompatibile con la Fede della Chiesa, in quanto la pretesa che lo caratterizza è quella di provocare attraverso tecniche una manifestazione della dimensione ultraterrena. Ciò contraddice i principi su cui si basa la vera Fede, che non si affida a tecniche, ma al riconoscimento della onnipotenza di Dio che nella sua bontà ascolta le preghiere che l’uomo Gli rivolge. La Chiesa, dunque, condanna lo spiritismo per il suo carattere superstizioso e deviante, prima ancora di soffermarsi sulla possibilità di un influsso demoniaco, che comunque non viene escluso.

IL GIUDIZIO DELLA BIBBIA

La lettura dello spiritismo appena considerata – portata avanti dalla Chiesa – si regge sul giudizio globale che la Bibbia fornisce a proposito dell’occultismo. Essa più volte prende posizione contro la magia, l’evocazione di spiriti, le varie forme di divinazione e di superstizione e cioè contro tutto ciò che rende a Satana un culto diretto o indiretto.

Soffermiamoci su alcuni passi particolarmente significativi.

 Dt 18,10-14: “[10] Non si trovi in mezzo a te chi immola, facendoli passare per il fuoco, il suo figlio o la sua figlia, né chi esercita la divinazione o il sortilegio o l’augurio o la magia;[11] né chi faccia incantesimi, né chi consulti gli spiriti o gli indovini, né chi interroghi i morti, [12] perché chiunque fa queste cose è in abominio al Signore; a causa di questi abomini, il Signore tuo Dio sta per scacciare quelle nazioni davanti a te. [13] Tu sarai irreprensibile verso il Signore tuo Dio, [14] perché le nazioni, di cui tu vai ad occupare il paese, ascoltano gli indovini e gli incantatori, ma quanto a te, non così ti ha permesso il Signore tuo Dio”.

Ger 29,8-9: “[8] Così dice il Signore degli eserciti, Dio di Israele: Non vi traggano in errore i profeti che sono in mezzo a voi e i vostri indovini; non date retta ai sogni, che essi sognano.[9] Poiché con inganno parlano come profeti a voi in mio nome; io non li ho inviati. Oracolo del Signore”.

 Lv 19,26b: ” Non praticherete alcuna sorta di divinazione o di magia”.

 Lv 19,31: “Non vi rivolgete ai negromanti né agli indovini; non li consultate per non contaminarvi per mezzo loro. Io sono il Signore, vostro Dio”.

I PERICOLI DELLO SPIRITISMO

E’ stato riscontrato in base a studi di psicologia e di psichiatria che il ricorso alle tecniche occulte può causare un graduale cedimento della salute mentale sino a giungere a vere e proprie alienazioni e deviazioni della personalità. Se questa considerazione è vera per l’occultismo in genere, sembra particolarmente valida per lo spiritismo. Basti un dato: nel 1855 (epoca della grande frenesia spiritica) un quarto dei 200 malati di mente dell’ospedale di Zurigo erano spiritisti. Inoltre, l’esperienza di molti esorcisti, che trova conferme da parte di vari studiosi, porta a ritenere l’occultismo una buona “porta d’entrata” per possibili problemi di ossessione, vessazione o possessione diabolica. Afferma Mons. Casale:

 “E’ possibile che la pratica incauta della magia o dell’occultismo apra la strada alla possessione diabolica….” [20].

 E’ stata notata in particolare una correlazione molto forte tra le sedute spiritiche e casi di infestazione o possessione diabolica.

CONCLUSIONE

Di fronte allo spiritismo, così come davanti tutte le altre proposte magiche e appartenenti al vasto mondo dell’occulto, l’uomo è chiamato a scegliere fra una vita vissuta nel pieno riconoscimento della Signoria di Cristo ed una vita giocata su valori completamente diversi: potere, benessere, desiderio di potenza sul prossimo e sulla creazione, ricchezza, tentativo di sottomettere alla propria volontà persino il mondo ultraterreno….

Anche attraverso le pratiche occulte ancora oggi, sempre viva ed insistente, risuona la voce del tentatore, il quale si rivolse ai progenitori – come narra il capitolo 3 della Genesi – con parole eloquenti: “… diventereste come Dio…” (Gn 3,5). Se le pratiche magiche in genere, e la magia cerimoniale in particolare, manifestano il tentativo dell’uomo di impadronirsi del potere stesso di Dio e di tutti i suoi requisiti [21], lo spiritista, invece, pretende di compiere gli stessi gesti di Cristo, in quanto vuole esercitare come Lui potere sugli spiriti, sulle malattie e rivelare gli eventi futuri. Lo spiritista, dunque, in maniera implicita o – molto più raramente – esplicita, afferma: “‘Io sono il Cristo’, in quanto come lui esercito potere sugli spiriti, sulle malattie e ho il potere della profezia sugli avvenimenti futuri”.

Il messaggio contenuto nel Vangelo spiega che è stato preparato nei Cieli un posto per ognuno di noi; questa convinzione ci deve confortare e rassicurare al tempo stesso. La speranza di ritrovare le persone care nella vita eterna, nel Regno dei Cieli, deve aiutarci a sopportare con fiducia il tempo del distacco, tutti siamo destinati a compiere questo passo, per cui vi è la certezza che ci ritroveremo tutti nuovamente.

Leggiamo nel Vangelo di Giovanni al capitolo 14 che cosa afferma Gesù: “Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me, Nella casa del Padre mio vi sono molti posti. Se no, ve l’avrei detto. Io vado a prepararvi un posto; quando sarò andato e vi avrò preparato un posto, ritornerò e vi prenderò con me, perché siate anche voi dove sono io. E del luogo dove io vado, voi conoscete la via” (Gv 14, 1-4). Certamente la via a cui si riferisce Gesù non è la pratica dello spiritismo, bensì è quella che ci ha insegnato Lui, cioè quella dell’amore.

L’unico modo in cui un cattolico deve rivolgersi ai defunti è quello della preghiera, chiedendo al Signore onnipotente nella sua bontà e misericordia che essi possano godere della Sua luce meravigliosa [22]. Al contempo, le anime sante e cioè quelle che godono della vicinanza di Dio, in virtù della Comunione dei Santi, intercedono presso il Signore perché “la Chiesa dei viatori” ottenga aiuto e grazia.