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Stonehenge II
Sin qui nulla di eccezionale nella disposizione del complesso, se si eccettua la regolarità con cui sono collocati i grandi monoliti del Sarsen Circle e del Bluestone Circle e anche naturalmente ciò che desta meraviglia, è la mole di lavoro che richiese l'erezione di quei massi. Solo ciò basterebbe a far ricercare i motivi che dettero origine a una simile impresa.
Soffermiamoci su qualche punto di rilievo: le Quattro Stazioni per esempio. E il nome dato a quattro punti situati sul cerchio delle buche di Aubrey, segnati alcuni da pietre, altri da monticelli (piccoli tumuli, prominenze di terreno, che non superano l'altezza di metri 1,50). Vi è anzitutto una pietra che porta il numero 91 - tutte le pietre di Stonehenge hanno un numero e sono numerate in senso orario partendo dal viale di nord-est - posta tra le buche di Aubrey 10 e 11. Continuando nella stessa direzione e seguendo il cerchio delle buche di Aubrey si trova, a ricoprire le buche 17 e 18, un monticello che porta il numero 92, circondato da un fosso poco profondo. Diametralmente opposti alla pietra 91 e al monticello 92, si trovano una seconda pietra, la 93, e un secondo monticello, il 94. Se si congiungono questi quattro punti, due a due mediante due linee, il 91 con il 93 e il 92 con il 94, si rileva che le due linee si intersecano al centro, o molto vicino, di Stonehenge ove formano un angolo di 60% corrispondente all'angolo al centro di un triangolo equilatero.
Vi è di più. La Pietra del Tallone, Heel Storie n. 96, che è posta a circa 77 metri dal centro di Stonehenge nel viale che conduce al monumento, è in fila con un'altra pietra larga, detta Pietra del Massacro - n. 95 - coricata nel passaggio che, attraverso il fosso circolare, conduce al viale del monumento.
Tale pietra è chiamata così perché sul suo lato esterno si scorge ancora la traccia del tallone del monaco contro il quale l'aveva scagliata il diavolo. La Hell Storie, che è circondata da un fosso, è leggermente inclinata verso il monumento e, questa sentinella isolata, posta come è nel viale e rivolta verso il "santuario", sembra rendergli omaggio. L'inclinazione, che rammenta quella del fedele davanti alla divinità, rafforza l'effetto misterioso di quelle mute testimonianze di un culto dimenticato.
Davanti a tali quantità di pietre si può percepire la sensazione di un passato perduto nel subcosciente. Si comprende perché, nei secoli del Medio Evo mistico quando l'immaginazione popolava l'universo di demoni, elfi, giganti e fate, fu naturale scorgere in Stonehenge, come in molti altri monumenti megalitici, fantastici balletti di giganti pietrificati, qui per opera di un mago, altrove per l'intervento di un santo. A Stonehenge il Mago Merlino, nelle lande di Auray, San Cornelio. Se ci si mette al centro di Stonehenge e si guarda nella direzione della Hell Stone, si nota anzitutto che la sommità di quella pietra coincide con l'orizzonte e, se ha scelto per l’osservazione il giorno del solstizio di estate, il 21 giugno, scopre che in quel giorno il sole appare sulla sommità della pietra. Sembra sia stato l'antiquario John Smith a constatare per primo, nel 1771, tale coincidenza. Nel 1901 l'astronomo inglese Sir Norman Lockyer riprese lo studio del fenomeno e cercò di stabilire in quale misura gli allineamenti di Stonehenge potevano avere una qualche relazione con il corso del sole.
Il problema consisteva anzitutto nel determinare se la Hell Storie era stata messa là dove si trova in modo che la sua sommità coincidesse col sorgere del sole in un dato momento dell'anno. Si è potuto calcolare che il sole doveva apparire nel viale centrale e sulla sommità della pietra nell'anno 1840 a.C. Ma sappiamo che ad ogni levata del sole corrisponde, in un dato momento dell'anno, un tramonto del sole diametralmente opposto che però si può osservare solo se i due orizzonti della levata e del tramonto sono alla stessa altezza sull'orizzonte, così come avviene in mare. Alla levata del sole, osservata sulla sommità della Hell Stone, il 21 giugno nel solstizio di estate, corrisponde dunque un tramonto del sole, diametralmente opposto, il 21 dicembre, giorno del solstizio di inverno.
Che cosa si nota a Stonehenge? Torniamo al nostro punto di osservazione e precisamente il centro del monumento. Da qui. il 21 dicembre, si scorge il tramonto del sole proprio a sinistra della pietra più alta, quella che segna il posto del gruppo di due pietre poste verticalmente sormontate da un architrave. Ossia, quando il monumento era intatto, il sole appariva inquadrato in quella porta rocciosa.
Nel 1912, John Abercromby fece al riguardo una osservazione molto pertinente. Sino allora, seguendo le conclusioni un poco arrischiate di Sir Norman Lockyer, dei suoi predecessori e dei suoi discepoli, si riteneva in generale che Stonehenge fosse un monumento associato ad un culto solare e che la grande festa di tale culto avesse luogo nel solstizio di estate, il 21 giugno. Con molta sagacia, Abercromby fece notare che non vi è alcun tempio, in qualsiasi religione, nel quale, una volta entrati, si ritorni verso l'ingresso per porsi di fronte al punto dove si celebra il culto. Sembra dunque improbabile che l'oggetto del culto celebrato a Stonehenge sia stato il sole del solstizio di estate. Al contrario si può benissimo supporre che sia stato piuttosto il sole del solstizio di inverno, in quanto in quel periodo poteva apparire inquadrato nel grande arco centrale del monumento.
Qualunque opinione si abbia di tali giochi siderali, come li considerano - spesso a ragione alcuni archeologi, bisogna riconoscere che nel caso specifico, eccezionale, esistono fatti dalla cui constatazione non si può prescindere. Nel 1846, il Reverendo Eliot Duke fece dal canto suo un certo numero di osservazioni curiose sulle Quattro Stazioni e vide che esisteva una relazione tra la loro posizione e i solstizi di estate e di inverno. Fu lui ad osservare che due linee congiungenti le stazioni 9193 e 92-94 si intersecavano al centro di Stonehenge. Parimenti sembra che, dopo alcune osservazioni più recenti, vi sia una relazione tra Hell Stone e le Quattro Stazioni e che questi cinque siti siano più antichi del monumento stesso.
Sembrerebbe inoltre che, stando al centro di Stonehenge sia possibile vedere la levata del sole, sulla sommità della pietra 93, il 6 maggio e l’8 agosto e, sulla sommità della pietra 91, il 5 febbraio e l'8 novembre. Date che possono essere considerate come corrispondenti all'inizio delle quattro stagioni.
Ciò premesso, stando alle teorie solari e tralasciando quelle puramente fantastiche, qual è il significato di questo strano monumento? Alcuni sostengono, forse a ragione, che si trattava di un tempio dedicato a un culto solare la cui grande festa coincideva con il solstizio di inverno. Altri, seguendo le concezioni di Sir Arthur Evans, l'esploratore di Creta antica e dei palazzi minoici, vi scorgono l'immagine di un labirinto, l'ingresso di una tomba mistica, di un antro spalancato che metteva in comunicazione il mondo sublunare con il mondo infernale.
Tutto ciò appare piuttosto fantastico. almeno sino a quando non sarà effettivamente stabilito a quale popolo e a quale civiltà appartenesse Stonchenge.
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