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Stonehenge III

E’ impossibile, oggi, collegare Stonehenge a questa o quella civiltà conosciuta, della Gran Bretagna o del continente. Naturalmente si è parlato dei Druidi, ma è noto che ad essi non appartiene alcun monumento dell'epoca del Bronzo o dei periodi anteriori. Dal XVIII secolo in poi si sono collegati i Druidi con Stonehenge senza supporto alcuno, e ciò ha condotto soltanto ad un vicolo cieco. I Druidi arrivarono nella Gran Bretagna non prima del V secolo a.C. ma Stonehenge è, con ogni evidenza, appartenente ad un periodo storico molto più antico.

In generale si ammette che il monumento possa appartenere alla fine del periodo Neolitico britannico o all’inizio dell'Età del Bronzo. Questo perché si sa che alcune popolazioni neolitiche avevano l'abitudine di innalzare monumenti megalitici e anche perché diversi oggetti ritrovati a Stonehenge appartengono a tale epoca. Si noterà tuttavia che nessun monumento dell'epoca neolitica si apparenta, sia pur da lontano, a Stonehenge. Se dunque accettiamo l'ipotesi neolitica la realizzazione del monumento sarebbe avvenuta intorno al 1800 a.C.

Stuart Piggott, dell'Università di Edimburgo, che di recente ha studiato Stonehenge, ritiene che il monumento appartenga a due periodi. Assegna l'area rituale, il fossato e le buche Aubrey alla fine del Neolitico verso il 1900-1800 a.C. e gli oggetti trovati presso le Bluestone, il Sarsen Circle e le altre pietre in esso contenute, intorno al periodo compreso tra il 1500 e il 1300 a.C. Ricollega così Stonehenge alle collinette rotonde della civiltà del Wessex, verso la fine della prima età del Bronzo.

R.S. Newall, al contrario, distingue cinque stadi di costruzione, ma fa rilevare che è impossibile decidere se essi fanno parte di un solo e unico progetto oppure se è trascorso un periodo di tempo più o meno lungo fra ciascuno di essi. In contrasto con Piggott, Newall ritiene che i cinque gruppi di archi che formano a Stonehenge il cerchio esterno a ferro di cavallo, somigliano stranamente, per la loro forma, a quei cortili esterni ai "cairn" dell'Irlanda settentrionale che sono unanimemente assegnati all'epoca neolitica.

Nel 1951, l'Università di Edimburgo decise di iniziare una nuova serie di ricerche a Stonehenge. La spedizione era diretta da Stuart Piggott accompagnato da RJ.C. Atkinson, da J.F.S. Stone e da R.S. Newall. La missione si era proposta il compito di studiare soprattutto il problema della data di erezione delle diverse parti del monumento e di stabilire un rilievo fotografico completo.

La Hell Stone è la pietra di volta sulla quale si fonda l'intera teoria solare e fu pertanto su di essa che si appuntarono le ricerche degli scienziati. Fu praticata una analisi accurata del terreno ai piedi della medesima e i resti che furono raccolti, una volta analizzati con il metodo del carbonio radioattivo, fornirono la data del 1848 a.C. con un errore possibile di 275 anni.

Appare evidente la coincidenza di tale data con quelle già precedentemente indicate. Le buche "V" e "Z" fornirono parimenti alcune materie organiche che permisero di fissare la loro data al 1500 a.C. corrispondente all'età del Bronzo.

Una serie di immagini scolpite sulla pietra n. 53 raffiguranti una scure e un pugnale fornirono altri argomenti di indagine che ancora oggi sono rimasti al semplice stato di ipotesi.

Le lame di scure, raffigurate in grandezza naturale sulla pietra di Stonehenge, non creano difficoltà di interpretazione. Sono tutte del tipo usato in Inghilterra nell'età del Bronzo e un esemplare di questo tipo è stata trovato non lontano da Stonehenge e si trova oggi nel museo di Salisbury. Invece il pugnale trovato inciso sulla pietra 53 è di tipo sconosciuto nell'Europa occidentale di quell'epoca. Tale forma è di un tipo scoperto sulla costa dell'Egeo. Infatti una stele che sormonta una delle tombe preomeriche di Micene, ci fornisce un modello simile di tale arma. In essa vediamo raffigurato sopra un carro un guerriero armato di uno di tali pugnali. a lama triangolare. Le tombe di Micene sono assegnate al 1600-1500 a.C. Se dunque le sculture di Stonehenge raffigurano ciò che pare sia ammesso da tutti, un pugnale di tipo miceneo, avremmo una nuova indicazione di possibili rapporti tra il mondo Egeo e la Gran Bretagna durante l'età del Bronzo.

Ma il mistero tuttavia perdura completo, sia circa l’architetto, sia circa il popolo che si recava a Stonehenge per adorare il sole.

Quale fu il popolo che spostava come per gioco tali massi di pietra? Quali riti esso celebrava con lunghe processioni che percorrendo il viale a passi lenti si dirigevano verso il santuario?

Nei secoli trascorsi. erano offerti solo canti e preghiere oppure su quelle enormi e immense lastre di pietra, la Pietra del Massacro e l'Altare colò il sangue e al sole, fonte di ogni vita, furono offerti come nel Messico, cuori ancora palpitanti? Non sapremo mai niente di tutto ciò.

Talvolta dobbiamo rassegnarci a non sapere mai. Dopo il Mago Merlino, dopo la Danza dei Giganti, ecco ora che appare anche lo spettro di Dedalo che, proveniente dalla lontana Grecia anche lui erra, tra le rovine di Stonehenge, come il principe Oberon e il folletto Puck, il re Artù, la fata Morgana e i Cavalieri della Tavola Rotonda.

Il mistero rimane!

 

Guarda il Video di Enrico Galimberti a Mistero: Stonehenge

 

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