Terrorismo Islamico

di Luciano Sampietro

In un editoriale del 9 giugno, Vittorio Feltri criticava l’atteggiamento di chi, invece di scegliere la via di una sincera alleanza con gli Stati Uniti, optava per “un neutralismo peloso e autolesionista”, preferendo nutrire “il coccodrillo islamico” nella speranza di essere sbranato per ultimo, frase questa originariamente riferita da Churchill a Hitler e felicemente adattata alla situazione attuale.

L’accostamento tra il terrorismo islamico e il coccodrillo fatta dal direttore di “Libero” mi ha profondamente colpito, perché, incredibilmente, il terrorismo viene nelle “Sestine” simbolizzato proprio dal coccodrillo.

Le sestine sono misteriosamente apparse nel 1605, quasi quarant’anni dopo la morte del Veggente e sulle prime sono state ritenute opera apocrifa. Ma il loro contenuto indubbiamente profetico, testimoniato dal puntuale avverarsi di alcuni eventi, mi hanno convinto della loro riferibilità, sia pure indiretta, al Veggente: esse per me sono opera di chi ebbe a disposizione l’opera in chiaro di Nostradamus (quella che ancora non è stata scoperta) e che ritenne di dilettarsi in tal modo e al tempo stesso di fornire all’interprete un ulteriore puntello per definire la cronologia degli accadimenti futuri.

Le sestine fanno uso di un simbolismo animale, come il lupo, la sanguisuga, il grifone, l’elefante e, appunto, il coccodrillo. Nell’affrontare il problema di chi si celasse dietro a questo nome , giunsi alla convinzione che con esso il Veggente aveva voluto indicare il terrorismo islamico. Scrivevo nel 1999 nel mio libroNostradamus – Settimo Millennio”: “Il coccodrillo è un animale subdolo, che si nasconde mimetizzandosi nel fango; quando l’ignara preda passa vicino, il coccodrillo balza improvvisamente fuori dall’acqua, l’afferra con le sue poderose mascelle e la trascina sotto fino a farla annegare. … I terroristi, come i coccodrilli, si mimetizzano in mezzo al mare di umanità, preparano i loro subdoli attentati e le loro trappole nell’ombra, poi colpiscono improvvisamente, senza dare alle vittime destinate la possibilità di reagire o difendersi”.

Questa identificazione mi ha consentito di prevedere nel 1999 il grave attentato di New York, ma più in generale, in forza della sestina 19, l’espandersi del terrorismo islamico e la sua lunga durata:

  • Seicentocinque, seicentosei e sette,
  • ci mostrerà fin l’anno diciassette,
  • l’ira, l’odio, l’invidia in quantità:
  • sotto l’ulivo per lungo celato,
  • il coccodrillo per terra accucciato,
  • che era morto, ora in vita tornerà.

La chiave cronologica da me scoperta, consente di individuare nel primo verso gli anni 1997, 1998 e 1999, anni questi in cui il terrorismo puntualmente ebbe un’improvvisa quanto impensabile rinascita in varie parti del mondo. Il secondo verso dice che il fenomeno terroristico, prima di essere estirpato, seminerà morte e distruzione fino al 2017, vomitando sentimenti di ira, odio e vendetta a lungo repressi. Ma il veggente dice ancora una cosa molto significativa e incredibilmente reale: per molti anni il terrorismo, che si era creduto morto, si era invece confuso con la folla dei pacifisti (“sotto l’ulivo a lungo celato”), standosene ben acquattato ma pronto a colpire, proprio come il coccodrillo nel fango.