Un dito umano fossile?

di David Lynes, tradotto da Mattera Antonio

Il Creation evidence Museum acquisì, a metà degli anni ’80, un dito umano fossilizzato. Esso fu trovato da un proprietario terriero durante i lavori per la costruzione di una strada di ghiaia estratta dalla formazione calcarea del Walnut cretaceus Formation del Commanche Peak.

Recenti progressi nelle tecniche di scansione hanno fornito alcune sbalorditive immagini dell’interno di questo fossile. Queste immagini ed altri studi mostrano che esso è veramente un dito umano di qualcuno rapidamente sepolto durante un catastrofico evento, molto tempo fa.

La fotografia sopra è un immagine sorprendente che istantaneamente fa nascere una battaglia nella nostra mente. Una parte dice “questo è un dito!”, mentre un’altra parte dice “esso è un falso!”.

La ragione di tale contraddittorio non è difficile da capire. Esso sicuramente pare un dito, ma noi siamo precondizionati dai popolari “media” e “educati” a credere che tessuti molli non possono fossilizzarsi e che l’uomo non sarebbe ancora comparso sulla terra quando la roccia cretacea, in cui venne rinvenuto il presunto dito, si formò.

Incominciamo a rispondere al primo dilemma. Il tessuto molle del dito è fossilizzato e preservato con eccezionali dettagli quando l’organismo stesso è rapidamente sepolto subito dopo o prima della morte. Evidenzia di ciò può essere osservato nei ben preservati fossili di vermi che sono stati trovati in vari paesi, e di cui la fotografia seguente è una dimostrazione.

Sotto condizioni di rapido seppellimento, le cellule individuali in un organismo possono mineralizzarsi e indurirsi individualmente, preservando microscopici dettagli della pianta o animale originale.

Come possiamo vedere all’interno di un fossile?

Ci sono due metodi.

Il primo, chiamato sezionamento, consiste nell’usare un sega sottile di diamante per tagliare attraverso il fossile nella sezione che vogliamo studiare, poi pulire le superfici del coltello così che le differenze nei tessuti e nei colori mostrano sopra ( 1° foto).

Quando fatto bene, questo metodo mostra dettagli interni anche molto sottili. Sfortunatamente, questo sistema “rompe” il fossile e provoca problemi per altri tipi di test.

Il secondo sistema, molto meno distruttivo, è di usare alcune forme di radiazioni, come i raggi-X, per penetrare la roccia e registrare su nastro le variazioni delle densità interne. Semplici tecniche di raggi-X non possono mostrare distintamente differenze fra ossa e pietra, che tendono ad avere densità simili. La scannerizzazione C.T. è un miglioramento permette di superare queste limitazioni da focalizzazione su un sottile porzione del campione.

Questo è il metodo adottato per ottenere le fotografie interne del fossile presenti in questo articolo.

La mano è un magnifico insieme di leve (ossa), funi (tendini) e perni e pulegge (giunture). Essa permette ad un lanciatore di fare un lancio di palla curvo in un preciso posto o ad un violinista di suonare un concerto di Paganini. Alcuni di questi “macchinari” sono presenti nelle scannerizzazioni fatte del dito fossilizzato e mostrate qui.

La veduta di lato mostra aree nere che sono interpretate come le parti interne delle ossa e del midollo osseo. Queste aree hanno meno densità rispetto alla pietra circostante, e sono molto più facilmente attraversabili dai raggi-X, causando un oscuramento dell’immagine. Nell’immagine sono visibili anche aree un po’ meno oscure causate dal sezionamento.

 

La veduta da sopra mostra chiaramente l’area dell’unghia e della cuticola, includente il sottile arco deve l’unghia è sotto la pelle della cuticola.

 

E la seconda parte della nostra battaglia mentale allora? Questo fossile è assolutamente umano nella sua apparenza, sia dentro che fuori. Ma è stato trovato in una roccia cretacea, datata circa un centinaio di milioni di anni fa. Questo lascia pensare a tre possibili soluzioni :1) alcuni dinosauri avevano dita quasi umane ; 2) un mollusco preistorico con caratteristiche interne ed esterne identiche ad un dito umano; 3) oppure gli essere umani, come pare in altre prove, erano già presenti durante l’epoca del Cretaceo.