Virus, emozioni, vaccini

di Enrico Galimberti

PREMESSA doverosa: Nutro profondo rispetto per i professionisti del settore. Il progresso scientifico ha prodotto incredibili passi avanti e grazie ad esso si sono ampliate le possibilità e la speranza di vita. Alcuni vaccini sono fondamentali. Ma non facciamoci inglobare in una mentalità che vuole trasformare le emozioni in patologie da curare.

Non passa giorno che i mezzi di informazione non divulghino allarmismo e non promuovano qualche attività dell’industria farmaceutica.

Non è la prima volta che mi capita di intervenire a proposito.

Dopo l’influenza dei polli, quella dei maiali, la pandemia, l’influenza stagionale dalla quale quest’anno TUTTI vengono invitati a proteggersi (ovviamente pagando), l’Asl di un capoluogo del nord Italia ha lanciato la “pillola” che aiuta a controllare il desiderio irrefrenabile di fare shopping. Sì, perché studiosi americani (i soliti che ai tg sparano così tante sciocchezze che meriterebbero di finire sul lastrico, altro che fondi per la ricerca!!!) hanno provato “scientificamente” che lo shopping è una malattia e come tale va curata.

Da alcuni anni va di moda (una moda creata ad hoc con il beneplacito e l’interesse dei pediatri) curare la troppa vivacità dei bambini con gli psicofarmaci.

Ragioniamo. I bambini sono pieni di energia creativa che non va repressa, ma piuttosto coltivata e canalizzata! Mamme, vi prego, non rimpinzate i vostri piccoli di chimici intrugli! Se il bimbo non vuole dormire alle nove, mandatelo a letto alle dieci! Non condannatelo alla tossicodipendenza. Se il pomeriggio invece di dormire vuole disegnare oppure inventarsi un nuovo gioco, lasciatelo fare. Cosa sarebbero stati Leonardo, o Einstein quel discolo che non studiava la matematica, se li avessero intorpiditi con i farmaci? I bambini vogliono quello che volevamo noi da bambini. Ce ne siamo scordati? Non credo. Tutti abbiamo dentro il noi bambino. Ascoltiamolo più spesso.

La maggior parte delle patologie occidentali sono di origine psicologica e, se non in minima parte causati da veri scompensi chimici che quindi vanno equilibrati, non è certo al farmacista che ci si deve rivolgere, tantomeno allo psicologo, anzi, decisamente non allo psicologo che spesso ha più problemi di noi e ci vende consigli più banali di quelli di un innocuo e simpatico astrologo della Rai.

La chiave per i disturbi psicologici, gli orientali la reggono da sempre, è la comprensione. Quando il problema viene compreso, esso è già sparito. Così lo stress, l’ansia, le paure irrazionali, l’insonnia. Non serve nemmeno imparare le tecniche di meditazione. E’ abbastanza avere tempo per farsi una passeggiata nei boschi, in montagna, al mare, al Parco cittadino, oppure stare seduti e guardare il presente nel suo essere. La nostra vita è condizionata da “poi devo fare..” e “cosa mi è successo…”

Ci concentriamo mai sul presente? Il respiro è solo un fatto automatico? I morsi e la masticazione? Alziamo mai lo sguardo al cielo di giorno o di notte? Ci concentriamo mai sui nostri passi? Oppure pensiamo solo alla partenza e all’arrivo? E’ un po’ come non accorgersi del viaggio. E molta gente, tutta tesa fra la nascita e la data x della morte, si accorge di vivere? o si lascia solo trascinare e galleggia su se stessa come un sughero, inconsapevole e passivamente illusa di essere consapevolmente e attivamente padrona della sua esistenza?

Una volta si era molto tristi. Oggi hanno inventato la Depressione, il mal di vivere, che va curato imbottendosi di due, tre, a volte quattro tipi diversi di medicinali assunti insieme.

Cosa ci attende nel futuro? Tanti zombie mezzi addormentati che dicono ok e abbassano ciecamente il capo ai nuovi padroni del mondo in camice bianco che ci chiedono soldi per curare malattie da essi stessi prodotte?

Una domanda retorica: verrà mai trovata la cura per il cancro? Forse. Ma chi avrebbe interesse a divulgarla? Se il cancro diventasse curabile, quale percentuale della ricerca sarebbe ormai inutile? Quanti camici bianchi non riceverebbero più tanti soldini per la ricerca?

Virus vaccino. Virus vaccino. Come con i computer. C’è chi crea il virus e chi isola il vaccino. E se fossero la stessa persona?…

Gli orientali sorridono. In India, Thailandia, il povero mendicante ai bordi della strada ha il volto che dice chiaramente cosa serve per essere sereni e regala a noi ricchi turisti del mondo “progredito” il bene più prezioso e più raro. Il sorriso. Il mondo occidentale tecnologico quanto ha prostituito delle sue tradizioni, della sua saggezza? Il vecchio continente è proprio vecchio. Nulla più dell’anzianità gli compete. Che insegnamenti è in grado di dare alle nuove generazioni?

“Perché non sorridi?” chiede il bimbo alla mamma.

“Capirai quando sarai più grande”  “E tu perché sorridi, piccolo mio?”

“Perché è bello.”